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domenica 28 novembre 2021
 
Teatro
 

Pierfrancesco Favino alza il sipario contro la crisi

26/11/2013  In attesa di tornare in Tv nei panni di Giorgio Ambrosoli, l'attore propone una serie di spettacoli con attori che cambiano sempre e vengono pagati tutti allo stesso modo. Si parte da Firenze con "Servo per due".

In un momento in cui per i giovani è difficile trovare un lavoro, ancora di più una scrittura in teatro, colpisce l’idea di Pierfrancesco Favino, attore  famoso al cinema e in Tv, anche se poco più che quarantenne: creare una giovane compagnia di repertorio per riproporre ciclicamente alcuni spettacoli con attori che si alternano, tutti pagati nello stesso modo, indipendentemente dal ruolo. Il suo progetto si avvera con il debutto nazionale, il 26 novembre, al Teatro della Pergola di Firenze, di Servo per due di Richard Bean, una commedia tratta da Il servitore di due padroni di Goldoni, con protagonista la maschera della Commedia dell’Arte Arlecchino, servo astuto e sempre affamato.

Favino racconta come è nato il suo progetto: «Dalla scorsa stagione al Teatro Spazio Uno di Roma, faccio parte del gruppo Danny Rose, e abbiamo messo in scena ventinove spettacoli, con attori e musicisti. Mentre ero a Londra, ho visto Servo per due e, insieme a Paolo Sassanelli, ho deciso di trasferirlo nella realtà italiana, ambientandolo a Rimini, negli anni Trenta, raccontando di Pippo che, come accade purtroppo anche oggi, perde il lavoro e si ritrova triste e avvilito. Per vincere la fame, si comporta come l’Arlecchino goldoniano e si ingegna a lavorare per due padroni contemporaneamente, stando attento che i due non se ne accorgano. Certo Goldoni, come altri classici, è sempre attuale, il  presentare un giovane che cerca una sua collocazione, è tornato purtroppo di moda.»

Un aspetto a cui Favino tiene molto è il lavoro  a stretto contatto con gli altri attori e la possibilità  di scritturarne molti contemporaneamente: «Abbiamo organizzato alcuni laboratori di  acrobatica, canto, maschera e abbiamo convissuto per otto mesi di prove, selezionando due cast che si alterneranno nelle parti, perché per noi è importante dare lavoro a tante persone, è la nostra piccola risposta a un momento così complicato. In questi mesi ho lavorato anche gratuitamente, non mi importa quello che mi rimane in tasca, perché mi interessa avere un guadagno spirituale ed essere in una compagnia in cui siamo tutti uguali ».

Favino è stato diretto da molti registi ed è diventato noto al pubblico per film come L’ultimo bacio e Baciami ancora di Gabriele Muccino, Le chiavi di casa di Gianni Amelio, Romanzo Criminale di Michele Placido, La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore, Saturno Contro di Ferzan Ozpetek, Cosa voglio di più di Silvio Soldini e La vita facile di Lucio Pellegrini; in Tv ha interpretato Bartali, o ruoli nei film dedicati a Enzo Ferrari e padre Pio,  e a breve, in Rai, diretto da Alberto Negrin, sarà Giorgio Ambrosoli in Qualunque cosa succeda, tratto dall’omonimo libro del figlio Umberto. «In realtà sono sempre stato più legato al teatro per formazione e per passione - prosegue -  da quando dopo il diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ho avuto la possibilità di lavorare con Luca Ronconi, ho sempre desiderato calcare il palcoscenico perché, stando a contatto con il pubblico, non è come trovarsi dietro lo schermo cinematografico, è un’esperienza che ti fa capire quanto vali veramente come attore.»

 
 
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