Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
martedì 28 maggio 2024
 
Il teologo
 

Fedeli alla Messa: quando in piedi o in ginocchio?

16/09/2020  Una lettrice ci scrive: «Nella mia parrocchia fino a 15 anni fa fedeli e sacerdote stavano in piedi durante la preghiera eucaristica, inchinandosi alla Consacrazione. Come mai poi le cose sono cambiate?». Risponde don Silvano Sirboni

NADIA - Nella mia parrocchia fino a 15 anni fa noi fedeli, come il sacerdote, stavamo in piedi durante la preghiera eucaristica, inchinandoci profondamente alla Consacrazione. Poi ho assistito a un cambiamento. Come mai?

Nella liturgia orientale i fedeli stanno normalmente in piedi durante la Messa. In Occidente, in concomitanza con lo sviluppo del culto eucaristico fuori della Messa (XIII sec.), è invalso l’uso di inginocchiarsi in segno di adorazione all’ostensione del pane e del calice. Atteggiamento che in passato, quando i fedeli “assistevano” alla Messa recitando preghiere privatamente, era diventato comprensibilmente normale anche durante l’intera celebrazione. Nel rispetto di questa radicata consuetudine, le norme attuali prevedono che i fedeli «si inginocchino alla Consacrazione a meno che lo impediscano lo stato di salute, la ristrettezza del luogo o il gran numero dei presenti, o altri ragionevoli motivi » (Messale, n. 43). Come si nota non c’è un’imposizione tassativa, ma una convenienza nel rispetto delle diverse consuetudini e della personale pietà. Per chi non si inginocchia è previsto «un profondo inchino mentre il sacerdote genuflette dopo la consacrazione».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo