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sabato 22 gennaio 2022
 
 

Feltrin: e se Renzi volsse diventare premier?

06/01/2014 

Sorprende, spariglia, lancia messaggi sulla riforma elettorale agli altri partiti, offre una sponda persino a Beppe Grillo sulla trasformazione del Senato in Camera delle autonomie. E non si commuove per le dimissioni del viceministro Fassina, offeso per essere stato definito un Carneade. Ma per Paolo Feltrin, ordinario di Scienze Politiche all’Università di Trieste, l’iperattivismo del neosegretario del Pd potrebbe alla lunga stancare. Cosa non la convince, professore?
“Renzi alla lunga potrebbe avere gli stessi problemi di Silvio Berlusconi quando è sceso in campo nel 1994. Nella campagna elettorale che lo ha portato a prendersi tutto il Partito Democratico ha promesso troppo. Ci sono troppe attese intorno alla sua vittoria. Ma Renzi non ha la bacchetta magica. Non può dire: da domani niente più tasse, ve le riduco io. Mi sbaglierò ma rischia di fare la fine del suo illustre predecessore”.
Di chi?
“Penso a Walter Veltroni. Dovrebbe cominciare a mettere in circolo un po’ di sano realismo. Anche il fondatore del Partito Democratico al Lingotto aveva promesso moltissimo, suscitando grandissime attese. Per poi finire per deludere, inevitabilmente”.
Che tipo di tattica sta adottando, secondo lei?
“Secondo me sta cercando di capire se questo Governo è in grado di cambiare passo. Deve riuscire a dare impulso all’azione di governo rispetto alla camomilla di Letta. Ad esempio sul lavoro o sulla legge elettorale. Oppure si pone il problema della tenuta della compagine governativa. Quel che è successo con Fassina ne è una spia”.
Ma secondo lei Renzi vuole andare a elezioni anticipate?
“Renzi ha dichiarato più volte che non vuole la caduta del governo. Ma le elezioni anticipate possono diventare la seconda scelta se continua nella sua navigazione a vista, nel senso vecchio stile caro ai democristiani. Ma nessuno prefigura una terza opzione, che secondo me è possibile”.
E quale?
“Renzi può sempre chiedere a Letta di fare un passo indietro e chiedere la staffetta a Palazzo Chigi. Non sottovalutiamo questa terza opzione, che gli permetterebbe di non soddisfare Grillo e Berlusconi, che invece vogliono fortissimamente andare alle elezioni anticipate. Bisognerebbe fare i conti con un quadro politico un po’ diverso, ma secondo me è possibile”.

 
 
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