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Festival Biblico, quando la Bibbia si fa vita quotidiana

27/05/2016  Ultimi giorni del grande evento organizzato dalla diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo. Un ricco programma intreccia teologia, spiritualità, arte, cultura, musica. Aiutando a capire come la Sacra Scrittura illumini la storia, anche la più buia, fatta di conflitti e rovesci economici.

«Giustizia e pace si baceranno. Dalla terra germoglierà la Verità, dal cielo si affaccerà la Giustizia ». Davvero audace il tema scelto per il Festival Biblico di quest’anno promosso dalla Società San Paolo con la Diocesi di Vicenza. Sono i versi del salmo 85. E risuoneranno dal 19 al 29 maggio a Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e Trento negli oltre 150 appuntamenti in programma (il calendario completo su www. festivalbiblico.it) con ospiti del calibro dello storico Andrea Riccardi, di don Luigi Ciotti, il sociologo Nando Dalla Chiesa, la scrittrice Dacia Maraini, lo psichiatra Vittorino Andreoli, Agnese Moro e il fondatore del Sermig Ernesto Olivero.

La kermesse dedicata alle Sacre Scritture in questi dodici anni è diventata “diffusa” ma la città di nascita è Vicenza, ora alle prese con il crac della Banca Popolare che ha mandato sul lastrico migliaia di famiglie e piccole imprese che dall’oggi al domani hanno visto evaporare i loro risparmi e ora bussano alle porte della Caritas e dei servizi sociali. «È il fenomeno più grave che questa terra abbia avuto dalla fine della guerra: anziani che non hanno più soldi per pagare la badante, famiglie con problemi di mutuo della casa», ha detto il sindaco Achille Variati. Il responsabile cultura della diocesi di Vicenza, monsignor Roberto Tommasi, presidente del Festival insieme a don Ampelio Crema della Società San Paolo, conferma: «La Banca Popolare era sinonimo di affidabilità e sicurezza, adesso, oltre ad aver perso tutto, queste persone si sentono impotenti e abbandonate dal gruppo dirigente che ha gestito la banca in questi anni. Se ne parla nei luoghi più impensabili, dal barbiere o all’uscita dalla chiesa.
La città sta vivendo un momento drammatico e il tema del Festival, che insiste sulla giustizia, deve aiutarci a riflettere che non basta più l’etica individualistica ma occorre un’etica condivisa, un senso comune per camminare insieme. Il Festival Biblico è un seme gettato nella fatica del vivere quotidiano, la Bibbia conosce le guerre, le violenze e le ingiustizie ma anche gli aneliti di pace».

Don Ampelio Crema cita Giovanni Paolo II («Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono») e declina il tema in chiave attuale: «Ci sarà grande attenzione verso i temi sociali e del lavoro con il sociologo Mauro Magatti, si parlerà dei conitti che insanguinano il globo e di quella che papa Francesco chiama Terza guerra mondiale a pezzetti, dell’emergenza terrorismo».
L’anno scorso il Festival ha totalizzato circa 45 mila presenze. «L’obiettivo», dice monsignor Tommasi, «è duplice: far riscoprire o conoscere la Parola di Dio portandola fuori dagli spazi sacri e con una molteplicità di linguaggi, dalla musica alla danza, e convocare attorno alle Scritture uomini e donne per confrontarsi e portare le loro esperienze concrete che fanno camminare la Parola».
Il 25 maggio spazio a un evento ecumenico con l’esibizione di una cantante cristiana, una ebrea e una musulmana. «La pace passa sempre di più dall’impegno delle religioni», dice don Crema, «e dalla nostra capacità di dialogare e vivere insieme». 

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