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sabato 13 agosto 2022
 
 

Festival che vai, italiano che trovi

10/08/2011  Abbado, Muti, Pappano e la sua Orchestra di Santa Cecilia danno lustro al nostro Paese con la loro partecipazione ai più grandi eventi di musica classica e di lirica dell'estate.

   I grandi festival europei parlano italiano: e la presenza dei nostri artisti, ma anche dell’orchestra di Santa Cecilia, sono considerate eventi imperdibili. E se Claudio Abbado è una figura insostituibile del Festival di Lucerna, Riccardo Muti è da sempre legato all’Austria. In occasione del Festival di Salisburgo ogni anno festeggia il suo compleanno a fine luglio (www.salzburgerfestspiele.at).

   I suoi 70 anni dunque non sono certo passati inosservati. Anche se il vero tributo è stato il pubblico a dedicarglielo.   Il suo Macbeth verdiano con la regia di Peter Stein è stato infatti accolto da un vero trionfo il 3 di agosto, e le repliche che si prolungheranno fino al 24 sono tutte esaurite. Non meno attesi saranno i suoi concerti: quelli del 14 e 15 dedicati a Verdi con i Wiener Philarmoniker (che lo hanno da sempre onorato ed introdotto nella ristretta cerchia dei direttori eletti). E quelli del 26 e 27 con la Chicago Symphony Orchestra, la grande orchestra americana della quale Muti è diventato direttore principale lo scorso anno e che, dopo un inizio tormentato a causa di problemi di salute e affaticamento, è ormai diventata la “sua” orchestra per le grandi tournée.
 

    E se la presenza di Maurizio Pollini a Salisburgo non fa più notizia (ma anche la sua esibizione del 24 interamente dedicata a Beethoven è attesissima), un punto d’orgoglio per l’Italia musicale è la partecipazione al Festival più famoso d’Europa dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il livello raggiunto dalla compagine sinfonica capitolina diretta da Antonio Pappano è attestato dal successo di pubblico e di critica e dalla qualità delle recensioni. Sarà proprio Pappano ad interpretare due pagine che in qualche modo gemelleranno le molte anime dell’Istituzione: una sinfonia londinese di Haydn (il grande direttore è italiano naturalizzato inglese) e l’italianissimo Stabat Mater di Gioachino Rossini.

 
 
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