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lunedì 23 maggio 2022
 
 

Fiat, il modello Pomigliano per tutti

21/11/2011  Dal primo gennaio Fiat Group Automobiles ha intenzione di cancellare gli accordi sindacali vigenti e «ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto». Replica della Fiom.

Anno nuovo, regole nuove. Così, almeno, vuole il Lingotto. I contratti messi a punto a Pomigliano (2010) e a Mirafiori (2011) piacciono al punto da volerli applicare in tutti gli stabilimenti italiani: Fiat Group Automobiles ha disdetto gli accordi sindacali vigenti e «ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto». Gli effetti a partire dal primo gennaio 2012. Lo si è appreso da fonti sindacali. L'azienda ha scritto una lettera alle rappresentanze dei lavoratori, nella quale si rende comunque disponibile «a promuovere incontri per finalizzare e valutare le conseguenze del recesso» e «alla eventuale predisposizione di nuove intese collettive». «Entro il 31 dicembre», commenta Roberto Di Maulo, segretario generale del sindacato autonomo Fismic, «bisogna realizzare il contratto auto. Era già un impegno, ora è urgente e pressante».

«Estendere l'accordo di Pomigliano a tutti i 72.000 lavoratori del gruppo Fiat non vuol dire solo estendere un brutto accordo, ma porta a modificare la natura stessa della organizzazione sindacale: si passa infatti a una fase di sindacato aziendale e corporativo». Lo ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che ha concluso a Torino l'assemblea regionale dei metalmeccanici Cgil. «Chiederemo subito un incontro all'azienda per verificare gli effetti del recesso e con l'obiettivo di continuare ad assicurare ai lavoratori gli stessi trattamenti economici, anzi possibilmente migliorandoli, senza mettere in discussione i diritti»: così Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ha commentato la disdetta degli accordi sindacali negli stabilimenti automobilistici del gruppo. «Noi abbiamo criticato l'uscita da Federmeccanica - osserva - e questa è una reazione della Fiat. È un fatto grave e ci preoccupa alla luce di una situazione economica molto delicata con l'aumento della cassa integrazione, non aiuta le parti a ritrovare un clima positivo». Quanto all'intenzione della Fiom di andare avanti sulla strada delle azioni legali, Palombella afferma: «Decisione legittima, ma noi vogliamo contrattare e tutelare con accordi i diritti dei lavoratori. Andremo avanti sulla strada negoziale».

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