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Ecco chi sono i giovani che si preparano al matrimonio

14/02/2014  Non sono giovanissimi, spesso convivono e frequentano poco la chiesa. Un’indagine Cisf ha fotografato i futuri sposi che partecipano ai corsi prematrimoniali.

È una delle tappe fondamentali del matrimonio cristiano ma, a volte, passaper una noiosa incombenza cui non è possibile sottrarsi quando si scegliedi sposarsi in chiesa. Ma pensando al lungo e importante viaggio che i futuri sposi si accingonoa intraprendere, partecipare ai corsi di preparazione alle nozze è sicuramente un’occasionee un’esperienza che meriterebbe maggior considerazione. Analizzarne, quindi, l’essenza diventa fondamentale per riconoscerne il giusto valore e perché possa diventare sempre più utile per chi diventerà marito, moglie e genitore cristiano. Ed è quanto ha fatto il Cisf - Centro nternazionale studi famiglia, in collaborazione con la Cei e l’Ufficio nazionale della pastorale familiare, con la ricerca La preparazione dei fidanzati Italia, dipingendo una realtà che coinvolge ogni anno 70 mila animatori e 190 mila coppiedi fidanzati. Poche altre attività pastorali riescono a intercettare un così alto numero di giovani. Vale, quindi, la pena conoscere i risultati di questa inchiesta fatta attraverso questionari.  E capire chi sono le giovani coppie in procinto di sposarsi.

Che forse, poi, tanto giovani non sono
poiché il 38,3% ha tra i 30 e i 34 anni e sono anche piuttosto istruiti: quasi la metà ha un diploma superiore e un quarto è laureato. Ma il dato che mostra i grossi cambiamenti in atto nella nostra società riguarda le coppie che stanno già convivendo quando decidono di sposarsi e frequentare il corso di preparazione alle nozze: sono il 27% del dato nazionale (di cui il 5% ha già dei figli).  E, a sottolineare la grande diversità che ancora attraversa il nostro Paese, diventano il 47,7% al Nord e il9,3% al Sud .

C’è un altro risultato assai significativo rilevato dal Cisf: oltre la metà dei fidanzati si è dichiarato un “praticante saltuario”, il 27%“abitualmente praticante” e solo il 4% è un “praticante attivo” e impegnato. Queste risposte fanno riflettere sull’importanza di organizzare gli incontri tenendo presente quali possono essere i bisogni dei futuri sposi, che nonostante le loro scelte di vita, a volte lontane o indifferenti alla Chiesa, apprezzano questa esperienza. Più della metà ha detto di essere soddisfatto e circa un terzo l’ha giudicata molto utile sia per la vita di coppia che per il loro futuro di genitori.

I futuri sposi interpellati, al termine del questionario, hanno espresso liberamente le loro considerazioni. Pietro Boffi, curatore della ricerca, racconta che sono numerosi coloro che «hanno gradito non solo il corso masoprattutto il fatto di aver incontrato altre coppie con cui condividere il proprio cammino e hanno espresso la speranza di mantenere i nuovi legami».

Alcuni hanno indicato, dal loro punto di vista, cosa potrebbe migliorare l’efficacia della preparazione. Tra le proposte, «quella di prediligere i gruppi piccoli,  perché così è più facile il dialogo, di poter proseguire gli incontri anche dopo le nozze e di presentare alle coppie l’esperienza di persone reduci da separazioni o divorzi».

Corsi promossi? Possiamo dire di sì,
anche tenendo presente l’innegabile impegno di chi organizza e tiene gli incontri, che si svolgono per lo più in forma assembleare e con la possibilità di dividersi in piccoli gruppi. Al timone sono, soprattutto, coppie di sposi esacerdoti, affiancati o in alternanza con psicologi, medici,  pedagogisti e avvocati. Un ventaglio di figure umane e professionali che possono presentare a chi si accinge a diventare marito e moglie una più ampia e realistica gamma di temi e problematiche.

E se, giustamente, la maggior parte degli incontri riguarda la Bibbia e la teologia (29%), numerosi sono i momenti di dialogo e condivisione (24%) o quelli legati alla psicologia (20%).  Quasi inesistenti le testimonianze (0,6%). Peccato. Sono sicuramente le più utili per andare incontro a un’altra richiesta deifuturi sposi: vedere con i propri occhi la bellezza del matrimonio.

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