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sabato 27 novembre 2021
 
 

Fisco, arrivano i controlli lampo

09/05/2011  Il decreto Sviluppo accorcia i tempi a disposizione degli ispettori

D’ora in poi i controlli fiscali dureranno di meno. A prevederlo è il decreto Sviluppo approvato la settimana scorsa dal Governo. La nuova normativa stabilisce che i controllori dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di finanza potranno proseguire i loro accertamenti presso le imprese in contabilità semplificata e i lavoratori autonomi per non più di 30 giorni complessivi, contro i precedenti 60 giorni.

Il decreto ha stabilito anche che, nel caso in cui il controllo dovesse opprimere l’impresa, scatterà l’illecito disciplinare per il dipendente pubblico. In pratica, il controllo amministrativo  dovrà essere unificato, durare al massimo 15 giorni (prorogabili per altri 15) e avere una cadenza semestrale.

Per capire che un intervento in materia fosse necessario, del resto, bastava ascoltare le parole pronunciate dallo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, che aveva parlato di un “disagio reale”. “Continuo a ricevere”, ha dichiarato Befera, “segnalazioni nelle quali si denunciano modi di agire che mi spingono adesso a rivolgermi direttamente a tutti voi per richiamare ognuno alle proprie responsabilità e ribadire ancora una volta che la nostra azione di controllo può rivelarsi realmente efficace solo se è corretta. E non è tale quando esprime arroganza o sopruso o, comunque, comportamenti non ammissibili nell'ottica di una corretta e civile dialettica tra le parti”.

Nei giorni scorsi, inoltre, alcuni articoli del Sole-24 Ore hanno messo in luce i casi di diversi imprenditori che hanno subito vessazioni dal Fisco. Come la storia di una società di Brescia attiva nel settore degli appalti per le pulizie per società statali. “Tre mesi di controllo senza trovare, nelle pieghe dei bilanci, nemmeno un centesimo irregolare”, scrive il quotidiano. “Impensabile, per i funzionari dell’Agenzia delle Entrate, che si sono spinti a chiedere direttamente all’imprenditore la cortesia di tirar fuori qualcosa, almeno una fattura non pagata, proprio per non chiudere a verifica zero”. Oppure come altri professionisti che hanno raccontato le loro disavventure nel dibattito avviato su questo argomento sul sito del Sole 24 Ore (leggi).

Il problema era già stato segnalato da Contribuenti.it e riportato su questo sito. Secondo l’associazione, addirittura un’impresa su tre chiude proprio in seguito alla visita degli agenti (vai alla notizia).

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