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venerdì 12 aprile 2024
 
 

Fish: incredulità e rassegnazione

01/10/2013 

Forte preoccupazione e disorientamento. E’ questa l’atmosfera che si respira in questi giorni tra le famiglie di disabili, di fronte alla notizia che il congedo parentale di maternità e i giorni di permesso retribuito ex legge 104 (garantiti a chi deve assistere un figlio disabile) non saranno più conteggiati ai fini pensionistici per chi chiede la “pensione anticipata”.

«C’è incredulità e, brutto a dirsi, anche tanta rassegnazione», commenta Carlo Giacobini, consulente giuridico della Fish e direttore del sito di informazione Handilex.org. «Per anni abbiamo spiegato alle famiglie che questo tipo di permessi non incidevano sul calcolo della pensione, che la legge promuoveva il loro impegno, spesso gravoso, di caregiver. E ora siamo costretti a dire esattamente il contrario».
Gli effetti della riforma Fornero, che è andata pienamente a regime nel mese di luglio, si stanno abbattendo in particolare sulle donne, «sulle quali il carico di cura è maggiore e certamente dal 1992 a oggi hanno legittimamente usufruito di tutte le ore di permesso a disposizione». E ora quei giorni, 3 al mese, 30 all’anno anche per tutta la vita lavorativa, impongono al lavoratore un bivio: o accettare un assegno inferiore (in termini dell’1 o 2% sul totale della pensione) o continuare a lavorare per andare a colmare il tempo «non effettivamente lavorato».

«Si dice che la diminuzione economica alla fine è poca cosa, nell’ordine di 10-15 euro al mese», prosegue Giacobini. «Ma è il principio che colpisce, perché questa norma va contro al diritto di prendersi cura di un figlio disabile e vanifica le esigenze di conciliazione delle famiglie, sia quelle con pesanti carichi sia le altre, visto che il congedo parentale è una facoltà concessa a tutti, non solo ai genitori dei bambini disabili».

La Federazione sta approntando un disegno di legge per chiedere la correzione di questa parte della riforma
, che nel frattempo «sta disorientando non poco anche la stessa Inps. Quando un lavoratore fa domanda di pensione anticipata, per calcolare il "lavorato effettivo", è necessario, sia per i dipendenti pubblici che per quelli privati, recuperare tra montagne di documenti e foglietti sparsi negli archivi quelli che attestano i permessi consumati. Un lavoro di ricerca decisamente immane…».

 
 
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