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martedì 16 aprile 2024
 
Iniziative
 

Flash mob per il popolo iraniano a Napoli voluto da Marisa Laurito

06/01/2023  Sabato 7 alle 12 al teatro Trianon una grande manifestazione del mondo dello spettacolo per chiedere al regime la sospensione delle pene capitali e la libertà di espressione. Tantissime le adesioni di personalità della cultura. della musica, del teatro e del Terzo settore. Grande successo della petizione su change.org

“Noi siamo con le giovani e i giovani iraniani, che combattono per la libertà, quando colpite uno di loro, colpite l’intera umanità”: fortemente voluta da Marisa Laurito parte da Napoli la prima grande iniziativa di solidarietà del mondo dello spettacolo italiano per il popolo iraniano.

Artisti, intellettuali e volontari della società civile, al grido di “Donna Vita Libertà”, chiederanno a gran voce la fine delle esecuzioni capitali e il rilascio dei manifestanti arrestati dal regime, riunendosi sabato 7 gennaio alle ore 12 al Teatro Trianon in piazza Calenda; per poi gemellarsi con altre città, come il 21 gennaio, quando la protesta alle ore 17 si sposterà a Roma, all’Officina Pasolini in viale Antonino San Giuliano 187.

Brani e letture simboliche che vedranno in un accorato flash mobsolidale gli interventi della stessa Laurito con gli attori Marina Confalone ePatrizio Rispo, la scrittriceValeria Parrella, gli artistiLino Vairetti, Roberto Colella, Fiorenza Calogero, Tommaso Primo, Dario Sansone dei Foja, Marcello Cirillo e ancorail Presidente della Federazione della Stampa, Giuseppe Giulietti, il giornalista Gianni Valentino e la cooperativa sociale“Officine Gomitoli”.Innumerevoli i rappresentati delle istituzioni accademiche e del terzo settore che hanno abbracciato la manifestazione, alla quale ha aderito ancheAmnesty International, rappresentata da Tina Marinari per la Campania e l’associazione per la libertà di stampa, “Articolo21”.

Durante l’incontro saranno resi noti i dati della petizione, lanciata su change org dalla Laurito, direttrice artistica del Trianon, che ha raccolto in pochi giorni oltre 81.437 firme.“Chiediamo al Leader Supremo Ali Khamenei– hanno scritto gli organizzatori Luciano Stella, Tosca, Edoardo Bennato, Nino Daniele, Andrea Morinioli, Désirée Klain, Alfredo Guardianoe Gianni Pinto- l’immediata fine delle esecuzioni capitali e la fine delle repressioni da parte del regime sul popolo iraniano. Desideriamo che venga data la possibilità a tutte le donne e uomini iraniani di poter manifestare la propria disperazione nei confronti del “sistema iraniano”.

Un regime che da circa 44 anni non ha mai concesso il diritto fondamentale di ogni essere umano: la libertà. In questo appello inoltre si chiede “al PremierGiorgia Melonie al Ministro degli Esteri Antonio Tajanidi prendere una posizione decisa nei confronti del Regime Iraniano; al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarelladi convocare immediatamente all’atto del suo insediamento l’ambasciatore iraniano, dichiarandolo “persona non grata” e di richiamare il nostro ambasciatore in Iran per consultazioni. “Chiediamo, infine - si chiede nella petizione - al Presidente della commissione europea Von Der Leyen di mettere in campo tutte le iniziative di competenza dell’Unione per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali in Iran”. Era il 16 settembre 2022 quando Masha Amini,una giovane donna curda, venne uccisa a Teheran, mentre si trovava in custodia della polizia morale. Da allora migliaia di persone coraggiose hanno manifestato pacificamente contro il Regime Islamico in Iran. Regime che ha risposto solo con violenza e atrocità. Ad oggi sono oltre 18 mila i manifestanti arrestati e decine di loro rischiano di essere giustiziati a breve. Un forte segnale disperanza è già la locandina della manifestazione, un disegno dal grande impatto emozionale, concesso in via eccezionale daLaika, la misteriosa street artist mascherata, considerata una “voce per gli indifesi”, i cui interventi di arte urbana sono ormai noti in tutto il mondo. L’opera raffigura una donna che riesce con le proprie forze a far volare via un hijab insanguinato, spezzando allo stesso tempo le catene del fondamentalismo religioso. Sullo sfondo lo stemma della Repubblica Islamica spazzato dal simbolo delle donne: “Donna Vita Libertà”. Appunto!

 
 
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