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martedì 25 gennaio 2022
 
 

Isole Egadi, la foca monaca vive qui

18/05/2013  Ne sopravvivono pochi esemplari nel Mediterraneo. Ma, grazie alle ricerche dell'Ispra, si è scoperta la presenza di questo raro mammifero in una grotta di Favignana o Levanzo.

Pochi animali sono così misteriosi e affascinanti come la foca monaca, di cui sopravvivono appena poche centinaia di esemplari in tutto il Mediterraneo. Per questo la conferma che arriva ora dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) della presenza del raro mammifero nelle isole Egadi è confortante. Nella selvaggia isola di Marettimo il Gruppo foca monaca del Wwf svolge da molti anni un'intensa attività di sensibilizzazione, ma l'esemplare documentato dai ricercatori dell'Ispra, probabilmente un esemplare di femmina adulta, ha scelto come rifugio una grotta di Favignana o Levanzo. Possiamo dire ormai che l'intera area marina protetta delle Isole Egadi, la più estesa riserva marina d'Europa, ospita una popolazione di foca monaca.

Il merito di questo successo è senz'altro la partecipazione attiva dei pescatori che, invece di vedere nella foca un competitore che ruba loro i pesci, vi vedono un'alleata. O quantomeno un animale che fa fatica a sopravvivere nei nostri mari così come fanno loro, piccoli pescatori artigianali, che vedono il pesce scomparire a causa della pesca industriale e distruttiva. «A differenza dei delfini, essendo un animale che trascorre gran parte dell'esistenza sott'acqua, nuotando anche a grande profondità ed emergendo appena con il muso, facciamo difficoltà ad osservarlo», spiega Giulia Mo dell'Ispra, che ha condotto l'attività di ricerca. «Inoltre è un animale che si sposta molto, fino a 280 chilometri, l'unico modo che abbiamo per identificarlo è a terra, nelle grotte in cui si rifugia».

Negli ultimi due anni, nell'area marina protetta delle isole Egadi, è stata condotta un’attività di ricerca con l'obiettivo di verificare, documentare e raccogliere informazioni sugli avvistamenti di esemplari di foca monaca. Fondamentali si sono rivelate le fototrappole, ovvero normali fotocamere dotate di sensori di movimento e di calore che si attivano automaticamente al passaggio di un animale. Non recano alcun disturbo alla foca in quanto utilizzano Led all'infrarosso e vengono comunemente usate in tutto il Mediterraneo. «Siamo orgogliosi e riconoscenti soprattutto nei confronti di alcuni pescatori di Marettimo e di Favignana che hanno sposato appieno la causa della tutela della foca monaca e abbiamo autonomamente raccolto dati certi sulla presenza di diversi esemplari alle isole Egadi, un piccolo nucleo certamente impegnato in attività riproduttiva», spiega Emanuele Coppola del Gruppo Foca monaca. «Nel nostro Paese abbiamo registrato negli ultimi anni in Sardegna, Basilicata, nel Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, lungo la costa friulana e quella croata (Istria e Isole Incoronate)».

Ancora di più si potrebbe sapere su questo elusivo mammifero con la collaborazione di tutti. «L'appello ai lettori è di segnalare eventuali avvistamenti di foca monaca su tutto il territorio italiano», sottolinea Mo. In attesa che sia attivata un'apposita casella, chiunque può scrivere a Giulia Mo (giulia.mo@isprambiente.it) oppure al Gruppo Foca monaca (grupfoca@tin.it). Il ministero dell'Ambiente e il sindaco di Favignana, Lucio Antinoro, che è anche il presidente dell'Area marina protetta delle Egadi, intanto, hanno deciso di lanciare un concorso rivolto ai ragazzi per dare un nome alla simpatica foca fotografata alle Egadi.

 
 
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