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giovedì 26 novembre 2020
 
il testimone
 

Focsiv, Colombia: German, il volto mite della "rivoluzione della pace"

05/12/2019  La guerra civile gli ha ucciso il papà e due fratelli. Lui ha deciso di reagire in maniera pacifica. Oggi ha 37 anni, tre figli e un ruolo di primo piano nell'opposizione non violenta ai soprusi e all'ingiustizia: è portavoce della comunità di pace di san Josè de Apartado, una realtà non violenta di contadini attiva dal 1997. La Focsiv l'ha premiato come volontario internazionale dal Sud 2019.

Ha gli occhi scuri e il portamento serio, è magro, quasi scarno, e il suo linguaggio non verbale è essenziale, diretto, schietto. Ti fissa negli occhi German quando parla e dentro puoi leggerci la durezza della sua storia, 37 anni vissuti nei territori di san Josè de Apartado, nella parte occidentale della Colombia. In quella Colombia, teatro di guerra delle missioni punitive delle Farc (Forze rivoluzionarie armate colombiane) prima, e dei gruppi paramilitari poi, ha visto tredici dei suoi famigliari uccisi, tra cui suo padre e due suoi fratelli ma la sua reazione è stata la resistenza pacifica. Perché come dice lui, che parla sempre a nome della comunità di cui fa parte e mai di se stesso:  “noi preferiamo vita e pace a morte e guerra e per questo cerchiamo di essere di esempio e di praticare quello che proponiamo: viviamo in pace, in mezzo alla guerra e rispondiamo alla violenza con la resistenza.”

Da quando ha 14 anni infatti German Graciano Posso fa parte della “comunità di pace” di san Josè de Apartado, una realtà non violenta di contadini che dal 1997 in Colombia,  in uno spicchio di terra ricchissima di risorse minerarie, grazie all’appoggio della Chiesa e di alcune realtà della comunità internazionale, si dichiara neutrale alla guerra civile e pratica la resistenza pacifica contro i gruppi armati e le multinazionali che vogliono distruggere il territorio in nome del profitto. Portavoce della comunità dal 2013, German ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali tra cui il più recente pochi giorni fa, quando è stato premiato come volontario internazionale dal Sud del 2019, dalla Focsiv (la Federazione degli organismi cristiani per i servizi di volontariato internazionale) con la menzione di “rivoluzionario della pace”. 

“Ho tre figli – racconta German – e sono agricoltore come molti nella comunità, lavoro la terra da quando avevo 9 anni e oggi lavoriamo anche tanti terreni collettivi e insegniamo ai nostri bambini a farlo, per assicurare una sussistenza a tanti contadini che sono stati sfollati ingiustamente dai territori dove vivevano. Ho subito degli attentati alla mia vita e so che sono in pericolo, ma quello che mi preoccupa è far conoscere la storia della comunità per avere appoggio internazionale e protezione alla nostra resistenza pacifica, e diffondere l’esportazione del nostro commercio di cacao biologico equo e solidale che è quello che ci aiuta a vivere. Nostro desiderio è restare nei territori dove viviamo e riconquistare quelli che ci hanno tolto in tanti anni di guerriglia, per  promuovere un modello di vita collettiva pacifico, che non vuole cedere alla violenza o al modello economico delle multinazionali - che vogliono distruggere in nome del profitto -  e che oggi sono il vero nemico.” 

Per la scomodità del suo ruolo di portavoce di una comunità definita “profetica”, German da tre anni si sposta solamente se accompagnato da gruppi di scorta civile internazionale. Ha infatti rifiutato la scorta armata che lo stato colombiano gli ha messo a disposizione perché accettarla avrebbe violato uno dei principi fondamentali della comunità: non portare armi. Ha anche rifiutato di vivere per alcuni periodi all’estero, fermo nella convinzione che la resistenza pacifica, contro la guerra e i grandi interessi economici per il territorio nel quale vive deve essere attuata nel posto e non altrove. In quasi di 23 anni di resistenza pacifica più di trecento persone della comunità sono state uccise, altre se ne sono andate esasperate dalla guerra e dagli attentati dei guerriglieri, e ad oggi del migliaio di membri iniziali, sono rimaste circa quattrocento persone.

La comunità oggi è autonoma, gestita da gruppi di lavoro che si occupano di agricoltura, sport, educazione, memoria e salute, ed è un esempio unico in Colombia. Anche per questo nel 2006 è stata istituita una scuola alternativa autonoma, non riconosciuta dal sistema scolastico colombiano per educare i più piccoli alla non violenza e alla tutela della terra. “Siamo definiti esempio di una economia profetica – racconta German -  perché oltre alla pace, proponiamo una economia basata sulla giustizia, il mercato equo e la difesa dei diritti umani. Inoltre la resistenza non violenta a difesa della terra dove siamo nati è considerato esempio di lotta contro il cambiamento climatico perchè diciamo no allo sfruttamento intensivo delle multinazionali.” All’entrata del villaggio dove “abita” la comunità, un grande cartello ricorda le regole fondamentali della coesistenza pacifica. Si legge che “i suoi membri liberamente accettano di partecipare ai lavori comuni, non partecipano alla guerra, direttamente o indirettamente, non portano armi, non promuovono coltivazioni illecite e illegali  (cocaina), rifiutano forme di risarcimento economico come vittime del conflitto, non bevono alcolici e non manipolano informazioni da nessuna delle due parti.”

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