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sabato 26 settembre 2020
 
Concerti
 

Renato Zero l'instancabile

02/02/2020  L'artista romano aggiunge tre date al tour che lo ha portato, dallo scorso novembre, in giro per l'Italia. Conclude a Roma il suo spettacolo e dà appuntamento ai suoi fan per il 30 settembre, giorno del suo settantesimo compleanno.

«Alla faccia del tempo, delle mode e del disincanto. Abbiamo voluto concludere questa felice parentesi proprio qui dove tutto iniziò… e pur distribuendomi equamente in tutto il terriorio, il cuore mi ricorda e vi ricorda quanto amore, quanto inchiostro e quante melodie sono state necessarie per costringervi a rimanere lì di fronte al mio modestissimo impegno… Vi amerò sempre, dovunque e comunque perché voi siete la mia struggente Roma». Renato Zero conclude il suo tour Zero il folle nella sua città, aggiungendo due date a quelle già programmate. Arrivano così a 28 le date che hanno visto impegnato l’artista nei palasport di tutta Italia. Ventotto concerti con la stessa scaletta di canzoni, ma ciascuno diverso dall’altro. Renato si è concesso in un tour sfiancante, partendo da Roma e a Roma tornando, «Roma che sei grandissima e non ci sono buche e non c’è monnezza che tenga…», con 18 cambi d’abito uno più sgargiante dell’altro, con le parrucche e i cappelli, con il coro dei wacciu wari a cui lascia la scena per Madame e Triangolo. «All'inizio ero un po' titubante», aveva confessato a novembre dal palco nel primo concerto del tour, «perché ho visto il calendario e mi ha parlato e ha detto “Renato, non hai più 18 anni. Sopporterai tre ore di spettacolo? Continuerai a dare ai tuoi affamati sorcini i piatti più prelibati?” Allora io ho riflettuto un po', ho dato un'occhiata alla muscolatura e, per non farmi mancare un'estensione della mia energia, mi sono fatto mettere anche uno stent al cuore che adesso batte benissimo, il sangue ha ripreso a circolare bene e io sono ancora in circolo e sarà molto dura liberarvi di me».

E ce l’ha fatta benissimo persino aggiungendo tre date a quelle già programmate, una a Bari e due a Roma, andate subito sold out. Il nuovo album, al termine del tour, lo cantano tutti. Renato spezza la sua solitudine con il pubblico Si arrabbia anche, come nel secondo concerto di Bari quando manda un po’ a quel paese il pubblico che lo interrompe e decide di non parlare più se non alla fine dello spettacolo. Un peccato perché è proprio nel rapporto diretto con i suoi fan che Zero dà il meglio di se. Riprendendo tutti i suoi cavalli di battaglia: la lotta alla droga «che una risposta non è mai», l’«amore che è una cosa ed è tutte le altre»,  la rivoluzione come «risposta a chi non chiede più» con una voce «più forte se vuoi del silenzio e l'omertà», l’ambiente «grazie a noi le piante non crescono, i fiumi debordano,  la plastica soffocherà il mare», il femminicidio: «Certi mariti che hanno messo le mani sulle donne anziché baciarle e hanno donato loro lividi, percosse, fango, vergogna, l'omicidio. Ma si sono suicidati loro, loro sono morti...», l’uso smodato dei social dietro ai quali non sai mai chi si nasconde davvero.

Inascoltato Renato Zero chiede uno stop ai telefonini: «Accendete la memoria», incoraggia anche arrabbiandosi.

Il palco è essenziale: un pianoforte, la proiezione alle spalle dell’orchestra italiana diretta da Renato Serio, un drappeggio bianco e tre maschere grandi, bianche, messe in alto come una presenza discreta ma certa di un qualcos’altro… E poi le immagini: Madre Teresa, Marthin Luther King, Bartali, Gesù… le parole chiave «amore comprensione alleanza perdono ricerca stabilità aria luce stagioni onestà disarmo pace», una struggente interpretazione di Casal de’ Pazzi dedicata a Pasolini e un video emozionante con un Renato Zero di oggi che dialoga con il Renato Zero di ieri sulle note di Zero il folle, il brano che dà il titolo a tour e nuovo album.

Il pubblico applaude sulle note di “Quattro passi nel blu” quando scorrono i nomi di numerosi artisti socmparsi, da Stefania Rotolo a Mia Martini, a Mino Reitano, Pino Mango, Pino Daniele, Gianni Boncompagni, Gabriella Ferrri, Luciano Pavarotti, Fabrizio Frizzi, Mariangela Melato, Fred Buscaglione… «Abbiamo giocato insieme perché la purezza e l’energia vitale sono l’arma migliore per combattere la cupidigia gli egoismi vari e soprattutto la crudeltà», dice al suo pubblico. Ricordando i suoi anni e il suo passato.

Il finale uguale e sempre diverso è con Il cielo, duettato con il pubblico, interpretato da solo, lasciato, come nel penultimo spettacolo a Roma, all’interpretazione potente di Emma Marrone. Renato arriva sulla scena e l’abbraccia, si inserisce nel controcanto, conclude con lei. E poi il 31, a sorpresa, dà a tutti appuntamento per il suo compleanno, il 30 settembre. Il luogo non c’è ancora, ma c’è la voglia di festeggiare i suoi magnifici settanta con il pubblico di sempre, sapendo che avrà ancora «il rispetto, la  stima, il calore, un teatro esaurito».

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