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giovedì 30 maggio 2024
 
l'iniziativa
 

Venti anni di lotta all'usura

26/02/2023  A Palermo si ricorda, alla presenza dell'arcivescovo monsignor Lorefice, l'impegno della Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia. Banca Mediolanum a fianco di chi lotta a sostegno delle vittime con la convenzione firmata il 25 febbraio

 

«È necessario che le banche ascoltino il territorio e che tornino a svolgere il loro ruolo sociale nel contrastare il ricorso all'usura e facilitare l’inclusione finanziaria di famiglie perbene, ma definite non bancabili».È l’appello lanciato da Giovanni Pirovano, Presidente di Banca Mediolanum e Membro del Comitato di Presidenza ABI con deleghe a Innovazione e Sostenibilità, all’incontro di sabato 25 febbraio al Seminario arcivescovile di Palermo per ricordare il ventennale della costituzione della Fondazione antiusura Santi Mamiliano e Rosalia.

All’evento sono state coinvolte autorità nazionali e locali, della Consulta Nazionale delle Fondazioni Antiusura, di rappresentanti di banche, di esponenti religiosi, delle Forze dell'Ordine, della comunicazione oltre ai volontari e ad alcuni assistiti della Fondazione.

Era il 26 febbraio 2003 quando tre sacerdoti, un diacono e un  laico, su ispirazione dell’allora arcivescovo di Palermo, il cardinale Salvatore De Giorgi, si recavano nello studio di un notaio di Palermo per sottoscrivere l'atto costitutivo e lo statuto della Fondazione San Mamiano e santa Rosalia  con una priorità: prevenire il sovraindebitamento e combattere l’usura. Nel ventennio trascorso l’ente ha aiutato tante famiglie a uscire dalla condizione di debolezza economica e dal concreto e incombente rischio usura utilizzando i fondi, messi a disposizione dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (ex art. 15 della legge 108/96), a garanzia di finanziamenti bancari. In questo lungo arco di tempo, la Fondazione si è anche impegnata in prima linea nella promozione della cultura della solidarietà, dell'uso responsabile del denaro, dell'educazione alla legalità e di uno stile di vita sobrio con interventi presso scuole e parrocchie e con la realizzazione di convegni ed eventi pubblici. L’importanza dell’impegno sul fronte educativo, nel corso del dibattito, è stata sottolineata da Luciano Gualzetti, direttore della Caritas ambrosiana e presidente della Fondazione San Bernardino, intervenuto nel suo ruolo di presidente della Consulta Nazionale antiusura. « È necessario, inoltre, che non si pensi a interventi standardizzati, ma a una strategia che tenga conto della specifiche realtà dei vari territori», ha detto Gualzetti. Quanto al prefetto di Palermo, Maria Teresa Cucinotta, rievocando le sue precedenti esperienze in Puglia e Calabria, ha sottolineato come le mafie, cui spesso sono riconducibili usura e strozzinaggio, pur nelle loro differenze, «presentano tutte un tratto in comune: l’oppressione su un territorio. Per questo bisogna spezzare quella certa accondiscendenza o omertà che ne favorisce l’azione. Purtroppo le denunce per casi di usura si sono quasi azzerate. L’usura è un reato personale, quindi senza denuncia non si può fare nulla. Bisogna essere cittadini vigili e avere il coraggio di segnalare le illegalità». La Cucinotta ha poi rivolto un pubblico elogio all’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice «per aver avuto il coraggio di prendere anche decisioni scomode e per la disponibilità a mettere a punto dei protocolli a garanzia della legalità. È importante infatti vigilare anche sul ministero religioso perché non sia offuscato da strane presenze».

È stato proprio monsignor Lorefice, vicepresidente della Cei ad aprire il dibattito. «Debito e usura significano casa, famiglia, relazioni familiari saltate, a volte persino vite saltate», spiega l’arcivescovo. «Giornate come questa sono un sostegno prezioso per Palermo, dove c’è ancora spazio per una cittadinanza che si assuma la responsabilità del volto dell’altro. Noi uomini abbiamo grandi potenzialità e al tempo stesso fragilità, ma il senso comunitario ci mette insieme, massimizzando le nostre energie. In episcopio arrivano lettere e messaggi con vicende di rigenerazione, di gente che è passata dal baratro della morte alla pienezza di vita». Lorefice  ricorda bene i suoi trascorsi di parroco a Palermo: «Mi sono trovato in prossimità a piccole aziende che venivano messe a dura prova dalla crisi del 2008. Così ho capito che cosa significa affrontare un pignoramento, perdere la casa o il non avere i soldi per pagare le bollette. Ma i commercianti avevano poi creato una cassa comune alla quale poteva attingere chi si trovava in difficoltà e poi restituire la somma appena possibile. Piccole gocce che davano grande speranza. Se siamo qui vuol dire che continuiamo a credere che la sola via da percorrere è quella di prendersi cura degli altri, perché siamo un unico corpo. La Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia, poi, ha una impronta cristiana e non può che guardare all’esempio del Buon Samaritano per eccellenza che è Gesù e volgere il nostro sguardo verso il prossimo».

Concetto, questo, che poi Lorefice ha ripreso nell’omelia della Messa che ha presieduto nella cappella del Seminario vescovile, alla fine del dibattito, sottolineando che la logica finanziaria o imprenditoriale non può prescindere dall’etica e ribadendo anche l’importanza che Chiesa, istituzioni, imprenditori e società civile cooperino per fermare l’illegalità e l’usura, emergenza ancora più drammatica in un periodo in cui la crisi economica sta mettendo a dura prova molte famiglie. Anche il presidente di Mediolanum, Pirovano, al dibattito, ha sottolineato la necessità di un business più umano e meno egoista, citando Papa Francesco: «Bisogna curare le persone che sono più importanti dell’economia». Mentre i docenti della LUMSA di Palermo hanno insistito sulla difficoltà, anche psicologiche, incontrate da molte famiglie oppresse dai debiti nel rompere il silenzio e chiedere aiuto e quindi sulla necessità di sostenerle finanziariamente «per creare valore». A una neolaureata dell’ateneo palermitano, Claudia Di Francesco, è andato il premio Giovanni d’Anna, patrocinato dalla Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia, per la sua tesi sul sovraindebitamento.

Durante la celebrazione del Ventennale, Banca Mediolanum, Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia e Fondazione Mediolanum, in veste di ente patrocinatore, hanno firmato la prima convenzione di prestito legato alla legge 3/2012 sull’esdebitazione, il meccanismo che permette al privato cittadino e consumatore di proporre ai creditori un piano di rientro per cancellare i propri debiti, in modo graduale e progressivo, consentendo una completa «riabilitazione economico-finanziaria» al soggetto che se ne avvale.

«La fiducia reciproca e la buona collaborazione che ci legano alla Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia», spiega Giovanni Pirovano, «hanno portato alla firma di questa nuova convenzione, nel solco di un cammino comune volto a far rinascere le persone sovra-indebitate e reintrodurle nel circolo virtuoso della vita restituendo loro la dignità civica e morale».  

«La Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia opera da venti anni in Sicilia», dice Vittorio Alfisi, presidente della Fondazione, «utilizzando i fondi affidati dallo Stato ai sensi della legge 108 del 1996 a garanzia di finanziamenti con banche convenzionate. Così ha potuto assicurare ad un gran numero di famiglie la possibilità di uscire dal tunnel del sovraindebitamento. In questi ultimi tempi sono aumentate le difficoltà di utilizzo dei Fondi statali e si rende sempre più necessario questo tipo di supporto, accompagnare gli assistiti presso O.C.C. (Organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento) per l’utilizzo della legge 3 del 2012. L’intesa, già ben sperimentata con Banca Mediolanum, potrà permettere un più facile accesso all’utilizzo di questa normativa».

L’intervento dell’O.C.C., infatti, prevede un costo per le spese tecnico legali che gran parte dei soggetti interessati difficilmente potrebbero sostenere. Con la sottoscrizione del nuovo accordo, Banca Mediolanum mette a disposizione della Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia, una linea di credito rotativa, erogando ai richiedenti prestiti rateali per sostenere i costi dell’O.C.C.

Sempre, durante l’evento palermitano, è stato firmato il rinnovo triennale della convenzione denominata “prestito di soccorso” sottoscritta nel 2019, facilitando l’erogazione di finanziamenti a favore di persone con difficoltà di accesso al credito e in condizioni di indigenza, residenti in Sicilia.  Con la firma delle due convenzioni il “plafond” rotativo di credito messo a disposizione dalla banca sale dunque a 450 mila euro utilizzate per accordare prestiti con rimborso rateale a soggetti in difficoltà, individuati grazie all’attento lavoro della Fondazione in stretta collaborazione anche con altri Centri di ascolto.

Grazie al lavoro dei centri di ascolto parrocchiali e delle fondazioni sul territorio vengono individuate le famiglie e vengono segnalati i vari casi sui quali la banca interviene con il “prestito di soccorso”.

Dal 2009 la banca ha permesso a quasi 500 famiglie di superare il momento contingente di difficoltà economica, non solo per la possibilità di accedere al credito, ma insieme con le fondazioni locali, aiutando le famiglie a gestire in modo consapevole il proprio bilancio familiare.

L’impegno di Mediolanum in Sicilia è cresciuto ulteriormente con la firma, il 23 febbraio scorso, di una nuova convenzione anche con la fondazione Beato Cardinale Dusmet di Catania, atto che ha fatto così salire il “plafond rotativo” per l’isola a 550.000 euro.

«È necessario che le banche ascoltino il territorio», sottolinea Giovanni Pirovano, «e siano sempre più dalla parte delle famiglie in difficoltà. L'attuale crisi causata in primis dalla guerra russo-ucraina e dalle correlate conseguenze con H rialzo del costo delle fonti energetiche, delle materie prime, dei tassi di interesse sta avendo un forte impatto negativo soprattutto sulle famiglie, specie quelle a basso reddito e con pensioni e stipendi fermi. Le banche ne sono consapevoli e sono chiamate a mettere in campo ogni utile iniziative per sostenerle in modo che possano colmare i loro debiti in condizioni sopportabili. Le banche conoscono la storia e i bisogni di ogni famiglia, sono il loro riferimento e non debbono tradire la fiducia che è stata costruita in tanti anni di lavoro insieme. L'inflazione sta erodendo salari, pensioni, risparmi e potere d'acquisto. Tutte le famiglie stanno combattendo contro questo virus, ognuna secondo le proprie possibilità, spesso tagliando consumi, facendo grosse rinunce, riducendo il proprio tenore di vita. La situazione geopolitica acuisce ulteriormente questo disagio e questa incertezza che può portare fino alla manifestazione di fenomeni di paura e di rabbia. Ma è proprio in questi momenti che gli attori che hanno responsabilità sociali - in primis le banche - debbono comportarsi come agenti positivi e propositivi, stando a fianco dei clienti accompagnandoli in scelte razionali, coltivando la speranza e trasmettendo la certezza che tutti i momenti difficili, come l'attuale, avranno una fine. Con questa responsabilità Mediolanum ha deciso di raddoppiare l’impegno in Sicilia. Il “prestito di soccorso” è un mezzo valido e concreto di supporto, un processo di indebitamento responsabile che può aiutare il soggetto a rientrare a pieno titolo nel circolo virtuoso della vita, restituendogli la dignità civica e sociale.».

«L'attività anti-usura della Fondazione Dusmet è uno strumento missionario di grande utilità sociale», ha sottolineato monsignor Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania, «un vero e proprio strumento della Provvidenza. Spero che la Fondazione possa essere sempre più conosciuta nei quartieri meno fortunati di Catania, là dove il bisogno è più diffuso e dolente e dove i rischi per le famiglie sono più profondi».

«La Micro usura colpisce individui e famiglie fra le più fragili», ha aggiunto Gregorio Squadrito, presidente della Fondazione "Beato Cardinale Dusmet, «e oggi basta non volgere lo sguardo dall'altra parte camminando in strada per rendersi conto di come siano diffusi fragilità e bisogni anche minimi. Purtroppo sono pochi gli istituti di credito che partecipano alla nostra missione, ma spero vivamente che la scelta di Mediolanum possa essere da sprone ad altre realtà bancarie».

 
 
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