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giovedì 26 maggio 2022
 
 

Francesco, il nome più amato

17/10/2013  E' il nome di gran lunga più diffuso tra i nuovi nati, grazie anche alla popolarità di Papa Bergoglio. Anche nella toponomastica "San Francesco" riscuote grande successo.

“Francesco” è il nome più diffuso tra i nuovi nati del 2013 ed è evidente la “spinta” data da Papa Bergoglio alla popolarità di questo nome tra  i nati  a partire dal marzo 2013. A  dirlo è  il professor Enzo Caffarelli, direttore della Rivista italiana di Onomastica (Rion) nonché coordinatore del Laboratorio di Onomastica dell’Università di Roma Tor Vergata.   

“Nonostante Francesco fosse già il primo nome per frequenza in Italia tra i nati dopo il 2000, si può dire che la scelta onomastica del nuovo Papa, lo scorso marzo, abbia influito sulle decisione delle famiglie. Il vantaggio del nome sui suoi ‘inseguitori’, infatti, è aumentato e, per esempio, a Roma, dove fino all’inizio del 2013 Francesco era secondo a Lorenzo, negli ultimi mesi è balzato nettamente al primo posto”, osserva Caffarelli, “ed è prevedibile che possa trattarsi di un primato di lunga durata”.

 Una curiosità: nel XX secolo  il nome “Francesco” è stato assegnato  a oltre un milione di bambini, ed è il quarto assoluto nella graduatoria guidata da "Giuseppe". Al secondo posto troviamo "Antonio" e al terzo "Giovanni". Francesco ha conosciuto un periodo di leggerissima flessione solo tra gli anni ‘20 e ‘30, in corrispondenza del boom del nome  ‘Franco’. Dagli anni 80 del Novecento ha, poi,  risalito le classifiche conquistando la seconda posizione negli anni 90 e il primo posto in molte città, e poi in generale in Italia all’inizio del XXI secolo, con circa 8.500 nuovi nati così chiamati ogni anno (davanti a Lorenzo, Alessandro e Andrea).  

“Francesco” è anche molto presente nella toponomastica  italiana: il più amato è, come prevedibile, San Francesco d’Assisi. Conta oltre 2 mila presenze e si colloca al 22º posto nella classifica generale delle vie e strade d’Italia, guidata da Roma, Garibaldi e Marconi.  E’ quanto emerge da una analisi svolta da Seat PG Italia in collaborazione con il professor Caffarelli.

 
 
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