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Si comincia, favorite Francia, Belgio e Spagna. E lunedì gli azzurri

10/06/2016  I belgi sono i più quotati, ma l'Europeo non parla sono fiammingo: anche le squadre di Deschamps e Del Bosque possono arrivare alla finale. E non dimentichiamoci la Svezia di Ibrahimovic. Quanto ai nostri azzurri...

E’ ufficiale: il Belgio ci teme, lo ha fatto capire il commissario tecnico Wilmots con questa frase: “Avrei preferito incontrare l’Italia non alla prima partita”. Buon segno, perché il Belgio è una delle favorite per la vittoria di Francia 2016, considerati i vari Carrasco (reduce dalla finale di Champions League contro il Real Madrid), De Bruyne (centrocampista del Manchester City) e il gioiello Hazard di proprietà del Chelsea. Ma si sa, nel calcio non si vive di solo talento, ci vuole anche compattezza e gioco di squadra, elementi che, almeno nelle ultime amichevoli preparatorie, la squadra capitanata da Eden Hazard non ha mostrato visto il "pareggiotto" contro la ben poca cosa Finlandia (che i nostri azzurri hanno rilassatamente cucinato a fuoco lento).

Sarà il segnale di qualche problema realizzativo per il team più giovane del torneo? Può darsi. Certo, il cammino di qualificazione a Euro 2016 di marca belga parla abbastanza chiaro: 23 punti, ottenuti grazie a 7 vittore, 2 pareggi e una sconfitta. Detta così, sembrerebbe non esserci partita, se non fosse per il fatto che il percorso direzione Francia degli uomini di Wilmots, è stato favorito da un girone decisamente semplice (il più forte avversario è stato il Galles). Ma Parigi questa estate non parla solo fiammingo: c’è anche la Francia dello juventino Paul Pogba,  che ha fatto intuire (seppure solo in amichevoli) di avere buone qualità, si ricordi il sonoro 3-0 servito alla coriacea Scozia di Strachan. Il punto debole dei transalpini potrebbe essere la difesa: bisogna verificare la capacità di copertura del reparto arretrato (in particolare sono da monitorare le prestazioni di Rami, Mangala e Sagna) contro formazioni ben più titolate (non certo la Romania del noto centrocampista Torje, che i tifosi dell’Udinese conoscono bene) .

Non bisogna dimenticarsi neppure della Spagna del ct Del Bosque: certamente sarà ansiosa di ripetere l’impresa di Euro 2012, e avrebbe tutte le carte in regola per farlo, considerati gli atleti presenti in rosa. Si pensi a Iniesta del Barcellona, un vero baluardo, a Fabregas del Chelsea e a Alvaro Morata della Juventus, quest’ultimo sempre decisivo nelle partite importanti e forse è proprio per questo che è stato convocato. Tra le solite note figura anche l’imprevedibile Germania, vincitrice dell’ultimo mondiale, ma a secco da titoli continentali dall’ormai lontano 1996. Ormai si sa: i tedeschi hanno la qualità tecnica per battere chiunque, con il portiere atipico Neuer, l’attaccante implacabile Thomas Müller e Khedira dei bianconeri. Certamente alle fasi eliminatorie i tedeschi arriveranno, poi si vedrà.

Il capitano del Belgio Eden Hazard, nostro avversario nella prima partita dell'Europeo.
Il capitano del Belgio Eden Hazard, nostro avversario nella prima partita dell'Europeo.

E i nostri azzurri? Con l’infortunio dei centrocampisti Marchisio e Verratti certamente è andata persa una parte della qualità dei nostri, ma si spera che i sostituti, soprattutto Parolo e Thiago Motta, riescano ad esprimere quella qualità che fino ad ora, da loro, non si è vista. Sicuramente il nostro problema non è costituito dagli uomini a guardia di Buffon (essendo per intero costituiti dalla rosa titolare della Juventus), ma le difficoltà maggiori si sono viste nella costruzione di situazioni pericolose per gli avversari, oltre ad una certa mancanza di fantasia. Si spera che l’imprinting dato da Antonio Conte, basato  sulla compattezza e sul lavoro di squadra, basti per garantire agli azzurri un ruolo credibile di outsider.

A guardare le nazionali giunte in Francia, non mancano certo le sorprese: l’Austria di Alaba per esempio, arrivata prima in un girone di qualificazione non semplice, terminando davanti a Russia e alla Svezia di Ibrahimovic, è una di queste e potrebbe rappresentare una mina vagante in questo torneo. Dipende molto dalla condizione fisica di due campioni: Alaba appunto e l’onnipresente Fuchs. Da segnalare il risultato storico dell’Islanda del grande attaccante Eiður Guðjohnsen (ex giocatore del Chelsea), che grazie all’ampliamento delle compagini partecipanti (passate da 16 a 24), è riuscita ad ottenere qualcosa di incredibile, seppure non casuale, dato che già era arrivata molto vicina a qualificarsi per il mondiale disputatosi in Brasile due anni fa, senza però riuscire a dare la zampata finale. Per quanto riguarda noi italiani, ricordando quello che si diceva della nostra nazionale nel magico 2006, non resta che augurarci di vivere un piacevolissimo déjà vu.

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