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domenica 27 settembre 2020
 
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"Francisco Bienvenido!". Folla a Manila per il Papa

15/01/2015  Bergoglio arriva nelle Filippine, il terzo Paese al mondo per numero assoluto di cattolici dopo Brasile e Messico. Migliaia di persone all'aereoporto per il suo arrivo. Ad accoglierlo, tra canti e balli, il cardinale arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle e il presidente del Paese Aquino III.

“Papa Francisco benvenido!”. Centinaia di giovani in maglietta bianca sulla quale spicca il logo della visita del papa nelle Filippine hanno accolto cantando e ballando Francesco all'arrivo all'aeroporto di Manila. Prima di scendere dall'aereo è salito a salutare il papa a bordo del velivolo il Nunzio apostolico per le Filippine, monsignor Giuseppe Pinto. Una volta sceso dalla scaletta è stato il presidente del Paese, Aquino III, ad accoglierlo.
Folla sterminata anche nelle zone subito fuori dall'aeroporto. Nelle Filippine i cattolici sono 85 per cento della popolazione, il 60 per cento di tutti i cattolici dell’Asia, ed è il terzo Paese al mondo per numero assoluto di cattolici dopo Brasile e Messico e prima degli Stati Uniti.
Molti i sacerdoti e i vescovi, tra i quali l'arcivescovo di Manila, il cardinal Luis Antonio Tagle, hanno salutato il papa all’aeroporto di Manila, con un abbraccio e grandi sorrisi.
Tira un forte vento e appena il papa si è affacciato dal portellone dell'aereo è volata la papalina. Anche a Manila, come era già accaduto all'aeroporto di Colombo in Sri Lanka, due bambini hanno offerto al papa un omaggio floreale, con fiori banchi e gialli, i colori del Vaticano.

Bergoglio ha concluso la visita di due giorni in Sri Lanka con una visita alla cappella di “Our Lady of Lanka” (Nostra Signora di Lanka) all'interno dell'Istituto culturale intitolato al papa emerito Benedetto XVI con l’obiettivo di collaborare con le istituzioni del Paese per la ricostruzione, necessaria dopo la sanguinosa guerra civile durata quasi trent’anni.
Un primo effetto del messaggio di riconciliazione nazionale portato da papa Francesco è stata la liberazione di 612 detenuti, 575 uomini e 37 donne, autorizzato ieri dalle autorità srilankesi. Ora tocca alle Filippine. Il papa è arrivato alle 18 ora locale. Il fuso orario rispetto all’Italia è di sette ore avanti. Non sono previsti per oggi discorsi, ma solo il trasferimento dall’aeroporto alla nunziatura, un percorso di nove chilometri tra due ali di folla.
Il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, ha spiegato che la visita è un’occasione di arricchimento spirituale per una popolazione colpita da recenti disastri naturali, incluso il tifone Haiyan che ha devastato interi villaggi nel 2013.
La sicurezza è tra le principali preoccupazioni delle autorità. Nella capitale ci sono 50mila tra poliziotti e soldati per far fronte a eventuali minacce.
La visita vera a propria comincerà domani mattina, le due di questa notte in Italia con l’accoglienza ufficiale da parte del presidente Benigno Aquino III, figlio di Corazon Aquino, che è stata l’ 11° presidente delle Filippine e del senatore Ninoy Aquino, oppositore del regime di Marcos, ucciso all’aeroporto di Manila al suo rientro dall’esilio nel 1983. Lui stesso venne ferito gravemente nel 1987 in un attacco armato contro la madre presidente mentre usciva mentre usciva dal Palazzo presidenziale.

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