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mercoledì 19 giugno 2024
 
IL G20 DI NAPOLI
 

Ambiente: c'è accordo, ma saranno i leader a decidere su temperature e addio al carbone

24/07/2021  «Piena intesa circa 58 punti su 60», spiega il ministro Roberto Cingolani. Tutti i Paesi vogliono rispettare l'Accordo di Parigi; alcuni vogliono "correre più forte" rimanendo sotto 1,5 gradi di riscaldamento globale entro il 2030 ed eliminando il carbone dalla produzione energetica entro il 2025. La frenata di Cina e India rinvia, per questi due temi, al vertice dei Capi di Stato e di Governo.

C'è accordo. Ed è la buona notizia. Ma non su tutto e non di tutti. E qui si capisce che la strada è ancora il salita. A Napoli, il G20 su clima ed energia svoltosi il 22 e il 23 luglio si chiude con un documento finale scritto, approvato e divulgato. L'applauso finale delle delegazioni ha sottolineatro il passo avanti registrato. Ma rimane qualche ombra. «Su due punti non abbiamo trovato l'accordo al G20 Ambiente e li abbiamo rinviati al G20 dei Capi di Stato e di Governo», spiega il nostro ministro, Roberto Cingolani: «Rimanere sotto 1,5 gradi di riscaldamento globale entro il 2030 ed eliminare il carbone dalla produzione energetica entro il 2025. Usa, Europa, Giappone e Canada sono favorevoli, ma altri Paesi (Cina e India,si apprenderà in seguito), hanno detto che non se la sentono di dare questa accelerazione, anche se vogliono rimanere nei limiti dell'Accordo di Parigi». .

«Non c'è nessuno dei G20 che abbia messo in dubbio l'Accordo di Parigi - ha spiegato Cingolani -. Tutti hanno detto che vogliono rispettarlo. Ma 15 Paesi, fra i quali Usa, Europa, Giappone e Canada, hanno detto che vogliono fare di più: puntare a rimanere entro 1,5 gradi di riscaldamento nel prossimo decennio. Altri Paesi hanno invece detto che non se la sentono di dare questa accelerata: economicamente non ce la fanno, e preferirebbero ribadire quanto scritto nell'Accordo di Parigi».

«Qui al G20 Ambiente volevamo essere più ambiziosi sulla decarbonizzazione, ma oltre non si poteva andare - ha aggiunto il ministro -. Così abbiamo rinviato la decisione a un livello politico più alto, quello dei Capi di Stato e di Governo».

«Abbiamo comunque raggiunto l'accordo su 58 punti del documento finale - ha proseguito Cingolani -: Era la prima volta che a un G20 clima ed energia venivano trattati assieme. Qui a Napoli abbiamo negoziato due giorni e due notti di seguito, è stata una maratona estenuante. Ma abbiamo ottenuto un accordo senza precedenti».

«Abbiamo concordato sull'accelerazione del passaggio alle energie pulite in questa decade - ha detto il ministro -, sull'allineamento dei flussi finanziari agli impegni dell'Accordo di Parigi, sull'adattamento e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, sugli strumenti di finanza verde, sulla condivisione delle migliori pratiche tecnolgoiche, sul ruolo di ricerca e sviluppo, sulle città intelligenti e resilienti, le smart city. Sono stati approvati due documenti della Presidenza italiana sulle smart city e le comunità energetiche e sulle rinnovabili offshore, e due allegati sulla poverta energetica e sulla sicurezza energetica" "Quattro mesi fa diversi paesi non volevano neppure sentire parlare di questi argomenti, ora hanno firmato - ha concluso il ministro -. C'è stata una maturazione culturale. Non a caso, i lavori si sono aperti con le condoglianze ai delegati di Germania e Olanda per le vittime delle alluvioni».

 
 
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