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Gabriella e Guido: «Siamo maturi e imperfetti»

12/09/2014  Lei è una mamma single di 48 anni. Lui ha alle spalle un matrimonio annullato. Papa Francesco celebra le loro nozze: «Vorremmo che la nostra storia donasse speranza alle coppie avanti con gli anni, che magari convivono e hanno rinunciato di sposarsi davanti a Dio

Pensavano a una cerimonia semplice, intima e con una manciata di invitati. «Avevamo scelto una chiesina sulla via Braccianese e io optavo per un vestito color verde petrolio», racconta Gabriella, 48 anni, madre single di un’adolescente quattordicenne che porterà le fedi all’altare. Tre mesi fa il futuro sposo Guido – 56 anni e un matrimonio finito nel ’90, dichiarato nullo alcuni anni dopo – un sogno nel cassetto ce l’aveva: «Non conosciamo nessun prete che ci abbia seguiti così direttamente da poter celebrare le nostre nozze, e da cui ci sentiremmo davvero “riconosciuti” come famiglia. L'ideale per noi sarebbe questo nuovo Papa, Francesco», confidava a lei, sorridendo all'idea di un sogno impossibile. Invece quella che somigliava a un’utopia irrazionale diventerà realtà domenica prossima nella Basilica Vaticana: Gabriella e Guido, insieme da cinque anni, sono una delle venti coppie che celebreranno il loro matrimonio e lo vedranno benedetto dal vescovo della loro diocesi romana.

Schivi e riservati, i due si definiscono scherzosamente “stagionati”: «Vorremmo però che la nostra storia donasse speranza alle coppie avanti con gli anni, che magari convivono e hanno rinunciato di sposarsi davanti a Dio. Ecco, noi non rispondiamo di certo allo stereotipo della “coppia cattolica ideale”, eppure con nostra grande sorpresa siamo stati accolti a braccia aperte e abbiamo avuto questa opportunità così straordinaria e insperata», sottolinea Gabriella. Che ci tiene ad aggiungere: «Questo Papa meraviglioso continua a proporre, sia ai credenti che ai non credenti, una Chiesa che è amore, comprensione, apertura e accoglienza, in una modalità così forte e sentita che, a mio avviso, va supportata con le testimonianze oltre che con la preghiera: la prima cosa che il neo-eletto Francesco ci ha chiesto di fare per lui!».

«Siamo maturi e imperfetti – rimarca Guido, che ha alle spalle anni di studi presso i Patri Maristi –. Ritengo che mi sia stata offerta dalla Chiesa, dopo aver fatto un precedente errore in gioventù, una seconda possibilità: quella di metter su una nuova famiglia. Se Dio perdona, possiamo essere stigmatizzati dall’uomo?». Per molti anni – prosegue – «sono stato un cattolico per così dire "nel freezer", distaccato e critico. A un certo punto abbiamo cominciato a pensare di sposarci in Chiesa. Servivano i certificati di battesimo e di cresima, così alcuni mesi fa sono andato con Gabriella a Messa nella parrocchia in cui mi sono formato e cresciuto: Santa Francesca Cabrini. Alla fine della celebrazione il parroco, padre Franco Messori, tra gli annunci ha detto che c’era la possibilità di celebrare le nozze con papa Francesco, invitando in sacrestia le coppie che avevano intenzione di sposarsi a metà settembre».

«Siamo andati subito a parlare con lui per chiedere i documenti di Guido, ma non ci sentivamo all'altezza di poter ricevere questo grande dono – confida Gabriella –. Padre Franco, invece, ha insistito perché ci "candidassimo". Io avevo nel mio immaginario l’idea di “sposina perfetta”, mi giudicavo. La Chiesa mi ha accolta dicendomi che il Signore non ci giudica: la grazia di Dio aspetta tutti. E nel vicario di Cristo vedo Gesù e al tempo stesso “uno di noi”, come si legge negli striscioni che vediamo nei quartieri popolari che Papa Francesco visita; è entrato nei cuori e nelle menti della gente. Lo sentiamo vicino».

Il percorso di fede quasi per nessuno è lineare, ma tortuoso e impervio: «Guido ha avuto una nuova conversione, io ho avuto i miei momenti di riflessione sulla istituzione ecclesiale. Ma ho continuato ad andare a Messa senza fare la comunione e a pregare il rosario in ufficio nella pausa pranzo insieme a un gruppo di colleghi. Alcuni hanno chiesto a Guido: “Ma che ti sposi a fare, alla tua età?”».

Entrambi si sono sentiti accompagnati al grande passo da don Stefano Tardani, fondatore del movimento Famiglia piccola Chiesa, che ha guidato il corso di preparazione al loro matrimonio: «Ci ha detto che in Chiesa quando si celebra il matrimonio si entra in due e si esce in tre, con Gesù che entra a fa parte della coppia cristiana e la sostiene nelle difficoltà che i disvalori della società contemporanea le pongono davanti», conclude Gabriella. «Mi sono sentito accolto e abbracciato dalla Chiesa – afferma Guido – e ho ritrovato una fede, ormai "scongelata" dalla preparazione a questo evento straordinario, ancora più profonda e forte».

 
 
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