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domenica 24 gennaio 2021
 
Mons. Galantino
 

Galantino: "Gender è polpetta avvelenata"

30/01/2015  Attenzione alla colonizzazione ideologica, ma anche alla strumentalizzazione dell'immigrazione e alla disoccupazione. Il segretario della Cei parla a tutto campo a aconclusione del Consiglio permanente. E sul presidente della Repubblica dice: "Che sia un uomo di garanzia che riavvicina la politica alla realtà".

«Il gender a scuola è una polpetta avvelenata". Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, nella conferenza stampa che sintetizza i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, torna a parlare della «colonizzazione ideologica» sulla quale si era soffermato, riprendendo le parole del Papa, il cardinale Bagnasco nella sua prolusione. «Un conto è il fatto di abbracciare un trans come ha fatto il Papa per testimoniare l'accoglienza che si deve a tutti, un altro è propagandare nelle scuole la teoria del Gender, che Francesco ha definito una forma di "colonizzazione culturale". Il tentativo di far passare il gender nelle scuole è una polpetta avvelenata perché viene capovolto il dato antropologicoLo ha confermato oggi il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, che ha parlato in merito a questo tentativo di far passare il gender nelle scuole di "una polpetta avvelenata, perche' viene capovolto il dato antropologico».
Galantino ricorda anche che è sparita da qualunque agenda politica, di disegni di legge, di dibattito parlamentare la questione del fattore famiglia.
Il segretario della Cei non si sottrae alle domande e risponde a tutto campo commentando anche l'indicazione di Sergio Mattarella come possibile presidente della Repubblica. «E' ovvio che non spetta ai vescovi indicare nome e profilo del nuovo presidente: non siamo stati chiamati, non ci è stato chiesto. Ma è evidente che a noi vescovi piacerebbe un profilo alto di garanzia, rispetto ai problemi, a quello di cui oggi la nostra nazione ha bisogno. E per questo preghiamo. La preghiera è importante». E sul nome del cattolico Mattarella ha aggiunto: «Non è il fatto di appartenere alle associazioni cattoliche che conta. Spero che ci siano altre motivazioni che fanno di un nome la persona attesa. L'unico criterio è che sia capace di aiutare governanti e italiani a sintonizzarsi sulla realtà, senza diversivi».
Grande attenzione poi ai temi del lavoro e della povertà, con un commento duro sulla riforma della banche popolari: «Non ho sentito dire che le motivazioni della riforma delle banche popolari siano legate alla necessità di una più equa distribuzione delle risorse. Non hanno detto che questo si fa per aiutare i poveri».
Sull'immigrazione ha sottolineato l'ipocrisia con qui spesso si parla di emergenza. E le contraddizioni di quanti chiamano le parrocchie e le associazioni cattoliche per chiedere se c'è posto per l'accoglienza e poi vengono a fare il conto di quanti metri quadri ci sono nelle stanze per vedere se sono conformi alle norme europee.
Sulle questioni ecclesiali più "interne", come quello sugli accorpamenti delle diocesi, monsignor Galantino ha poi spiegato che è vero che «la riforma delle diocesi è in agenda. La Cei era stata invitata a indicare i criteri secondo i quali procedere a questa riduzione. E nel novembre 2011 abbiamo trasmesso alla Congregazione dei vescovi un documento che proponeva criteri e ipotesi. Poi nel primo incontro con la Cei, nel maggio 2013, Papa Francesco ci ha detto: diamoci da fare. Tutto il resto sono cose che i giornali hanno pubblicato, desumendole da questi dati, ma che a me non risultano. E il Papa non mi ha nominato per questo. E' un lavoro da non affidare a me, a una persona sola».

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