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sabato 25 giugno 2022
 
 

Gassani: «I figli non devono pagare per le colpe dei genitori»

01/05/2014  «La legge consente di farlo», spiega l'avvocato matrimonialista, «ci sono persone meravigliose e buone che sono figli di delinquenti. È giusto che venga offerta loro una seconda possibilità»

«La legge parla chiaro: è possibile cambiare il cognome quando per chi lo porta è gravemente penalizzante dal punto di vista sociale, economico e professionale». È il commento di Gian Ettore Gassani, avvocato matrimonialista ed esperto di diritto di famiglia, sulla decisione delle figlie di Giovanni Vantaggiato di rinunciare al proprio cognome.

Sono rari casi del genere?
«Nient’affatto. I figli dei mafiosi, ad esempio, ricorrono spesso a quest’escamotage per  potersi rifare una vita. La legge lo consente soprattutto se chi fa la richiesta di cambiare carta d’identità è incensurato. Credo che si un principio importante: la possibilità di staccarsi, attraverso il cambio del cognome, da una famiglia o da un clan che uccide la speranza dei propri figli o parenti. Nel caso specifico dell’attentato di Brindisi Vantaggiato ha fatto qualcosa di inaudito e forse anche peggiore dei mafiosi: mettere una bomba per uccidere bambini e ragazzi».

Qual è l’iter da seguire?
«Si presenta una domanda in Prefettura, portando i documenti che attestano la parentela, la propria fedina penale pulita e tutte le esigenze di reinserirsi nel tessuto sociale attraverso un cognome che sia diverso da quello originario. In quel caso, la Prefettura trasmette gli atti al Ministero dell’interno che compie una normale istruttoria e quando ci sono i presupposti come in questo caso il provvedimento di cambio è pressoché automatico. La ratio di questo è che i figli non devono pagare perle colpe dei genitori. Ci sono persone meravigliose e buone figlie di delinquenti. È giusto che venga offerta loro una seconda possibilità».

In questo caso non hanno voluto assumere neanche il cognome della madre.
«Dal punto di vista tecnico è molto più facile cambiare radicalmente che sostituire il cognome paterno con quello materno. E comunque non conviene a queste persone avere il cognome materno perché da questo si risale comunque alla famiglia dalla quale si vuole prendere le distanze. Statisticamente in questi casi si sceglie di cambiare cognome e anche, talvolta, città di residenza».

 
 
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