Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
sabato 18 maggio 2024
 
eventi
 

Gestire i conflitti interpersonali, ovvero la difficile arte della mediazione

07/05/2024  Siamo in grado di affrontare la sfida dei rapporti umani andando l’egocentrismo, la sfiducia, la rabbia e il dolore personali che ogni lite inevitabilmente comporta? Riusciremo a coltivare il nostro giardino e a renderlo il luogo ideale in cui vivere? Se ne parla venerdì 10 maggio a Monza in occasione della presentazione dell'ultimo volume dell'esperta Maria Martello

L’appuntamento è venerdì 10 maggio alle ore 17,30 al Libraccio di Monza, per la presentazione del libro a cura di Maria Martello “Il senso della mediazione dei conflitti. Tra diritto, filosofia e teologia” (Giappichelli). Sarà undialogo e una riflessione tra l’autrice, ideatrice del modello di mediazione umanistico-filosofica, formatrice da oltre trent’anni, ed esperti del settore. Un modello che si propone di abbattere muri e costruire ponti: tra filosofia, teologia, psicologia e diritto; tra le persone. Non solo. Una volta costruiti, occorre la volontà di attraversarli questi ponti per coltivare giardini. Siamo in grado di raccogliere la sfida, oltre l’egocentrismo, la sfiducia, la rabbia e il dolore personali che ogni lite inevitabilmente comporta? Riusciremo a coltivare il nostro giardino e a renderlo il luogo ideale in cui vivere?

La mediazione ci porta a vedere le cose in maniera diversa, è un po’ come attraversare i gironi danteschi con la promessa ultima e salvifica del Paradiso: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno XXXIV), “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” (Inferno XXVI). Questo il senso della mediazione, una barca che ci permette di cavalcare le onde della vita che ha volte ci travolgono. «Ci travolgono quando non abbiamo le spalle abbastanza larghe, gli strumenti giusti per affrontarle. Dovremmo imparare non quando siamo nel mezzo della tempesta ma quando la vita ci lascia abbastanza tranquilli”, commenta Maria Martello. “La mediazione dei conflitti non è solo un istituto giuridico atto a risolvere in modo diverso, più efficace, profondo e rapido le liti in tribunale, ma è soprattutto uno stile, una filosofia di vita da conoscere e imparare perché può cambiare la qualità della nostra quotidianità, portandoci a rivedere le stelle.  Per capire a fondo il senso di questo istituto bisogna considerare tre punti di vista: giuridico, filosofico e spirituale. È il momento di decidere che persone vogliamo essere o diventare».

Ma in che senso dobbiamo farci stupire? Innanzitutto non è solo la solita presentazione di un libro. Ci stupirà a cominciare dalle informazioni che riceveremo, ossia che c’è un nuovo istituto giuridico che sta cambiando radicalmente la risposta al nostro bisogno di giustizia, «che è un bisogno primario come la salute e l’istruzione», sottolinea Maria Martello.

Si parlerà di conflitti interpersonali. «Di solito siamo abituati a tacerli, ci vergogniamo, li viviamo in solitudine, abbiamo paura di non essere capiti. Ci sentiamo sbagliati. Qui si riconosce al tema del conflitto la dignità di argomento di cui occuparci. La chiave di volta sta nell’imparare a gestirlo nel modo più proficuo e costruttivo. I conflitti, anche se li neghiamo, appartengono alla vita di ciascuno di noi», continua la scrittrice e saggista, che ha lavoprato a lungo come consulente presso il Tribunale dei minori di Milano. «Il tema negato e blindato è per noi oggetto di dibattito e attenzione al fine di stimolare l’apprendimento delle modalità di gestione costruttiva».

«Ad ognuno di noi è dato l’onore di uscire dal conflitto come vincitore. Infatti ciascuno è responsabile e protagonista facendosi sostenere dal mediatore professionale, che non decide al posto nostro ma sa far trovare la soluzione più vantaggiosa. Metteremo in campo nell’incontro una modalità che è coerente con i principi che proponiamo. Vogliamo che i partecipanti siano protagonisti, che ci sia uno spazio per loro e i relatori, stimoleremo pensieri nuovi negli ascoltatori. Relatori che sono prestigiosissimi sia per la loro storia professionale sia per come sono testimoni di questi valori: Ferderico Ferraris, professore di diritto processuale civile presso l'università Bicocca di Milano, tra i più attenti al tema della riforma della giustizia di cui oggi parliamo; Gloria Servetti, già presidente della Corte d'appello di Trento e prima indimenticabile e apprezzatissima presidente della sezione nona del tribunale di Milano; Michele Erba, avvocato che si è laureato con una tesi sull’ alternative dispute resolution e poi ha seguito uno dei primi corsi di formazione per mediatori. L’incontro sarà quindi un momento di formazione dei partecipanti».

La mediazione non è negazione del conflitto ma la sua elaborazione: superata la necrosi dei rapporti, le persone imparano a vederli in modo nuovo. I rapporti ne escono rigenerati. La mediazione si basa sulla valorizzazione dei punti di vista diversi, sull’unità e sull’essere protagonisti insieme all’altro nel dialogo. L’originalità del saggio, primo in Italia con questo taglio, sta nel realizzare la natura intrinseca dell’istituto, che è confronto. Filosofo, teologo e giurista si incontrano non su un piano gerarchico ma di compartecipazione. Elevando i litiganti da una selva oscura ad una luminosa beatitudine.

 

 

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo