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Il Teologo
 

Gesù ridicolizzato sui social

26/11/2017 

I social sono molto utili ma, come sempre, ci sono persone che non sono in grado di usarli. In particolare, vedo su Facebook immagini offensive, inserite da parte di semplici utenti, nei confronti della Chiesa e di Gesù e questo mi dispiace. Mi fa molta rabbia che persone che non credono in Gesù si attivino per ridicolizzarlo. Non è giusto, anche perché in questo modo ridicolizzano pure me. Bisognerebbe sensibilizzare queste persone a pensare che non sono obbligate a credere, ma non per questo devono attaccare Gesù e chi crede in lui. Ecco, questo è il vero male, fare violenza gratuita.

MARCO

I social media sono sempre più diffusi, permettono di mettersi in contatto con gli amici e i familiari anche a distanza. Per salutarsi, condividere le proprie idee e i propri pensieri, o anche solo per fare due chiacchiere. Come ogni altro mezzo, possono anche essere usati male, per lanciare insulti, divulgare falsità e anche per prendersela con la Chiesa e con nostro Signore. L’importante, secondo me, è che noi cristiani utilizziamo o, meglio, viviamo nei social da cristiani. Comportandoci bene, diffondendo amore e bontà, difendendo anche la verità, ma con dolcezza e rispetto, come raccomanda san Pietro nella sua prima lettera (3,15-16). Questa è la migliore risposta agli insulti blasfemi. Insieme alla preghiera per queste persone che, in fondo, se sono così accanite contro Gesù, è perché in qualche modo li interessa o li provoca. Altrimenti lo ignorerebbero. Dimostriamo perciò la gioia e la bellezza di essere cristiani e preghiamo perché il Signore tocchi il cuore di tutti.

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