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lunedì 06 dicembre 2021
 
 

Gesuiti: i nostri Santi

28/09/2014  Ritratto di alcuni dei Santi gesuiti che hanno fatto la storia della Compagnia e della Chiesa

san Luigi Gonzaga adora il Crocifisso. Tela di Pietro Scalvini
san Luigi Gonzaga adora il Crocifisso. Tela di Pietro Scalvini

San Luigi Gonzaga
È sepolto nella chiesa di Sant'Ignazio, a Roma, il giovane san Luigi Gonzaga, morto a soli 23 anni nel 1591 e canonizzato nel 1726 da Benedetto XIII, che tre anni dopo lo scelse come «protettore degli studenti»; ora lo è anche dei giovani e dei ministranti. Originario di Castiglione delle Stiviere, primogenito del marchese Ferrante Gonzaga I e di Marta Tana di Santena, rinunciò alla carriera militare e al titolo di futuro marchese di Castiglione, in favore del fratello Rodolfo. Nel 1580 ricevette la Prima Comunione da Carlo Borromeo in visita nella diocesi di Brescia e cinque anni dopo, diciassettenne, entrò nel noviziato della Compagnia di Gesù nonostante l’opposizione paterna; suo docente e direttore spirituale, san Roberto Bellarmino. Insieme a San Camillo de Lellis e ad alcuni confratelli gesuiti, si impegnò nell’assistenza delle vittime di un’epidemia, anche se era già malato da tempo. Non esitò a caricarsi sulle spalle e a portare in ospedale una persona affetta da peste trovata per la strada e morì qualche giorno dopo. Viene commemorato il 21 giugno.

san Francesco Saverio in una tela di Pieter Paul Rubens
san Francesco Saverio in una tela di Pieter Paul Rubens

San Francesco Saverio
Venerato il 3 dicembre, è considerato protettore delle missioni, dei missionari e dei marinai. E il suo culto è ammesso anche dalla Chiesa anglicana. Il nome italianizzato è Francesco Saverio, quello originale Francisco de Jasso Azpilcueta Atondo y Aznares de Javier, proclamato santo nel 1622 assieme a Ignazio di Loyola da Gregorio XV. Gesuita missionario morto a 46 anni, nacque in una famiglia nobile di Javier, in Navarra. Studiando teologia alla Sorbona, conobbe Ignazio. Nello stesso collegio di Santa Barbara studiava anche Pietro Favre (1506-1546): il primo nucleo della Compagnia di Gesù, nata nella chiesa di Saint Pierre di Montmartre il 15 agosto 1534. Tre anni dopo Francesco Saverio venne ordinato sacerdote a Roma e nel 1541 partì come missionario per le Indie orientali, arrivando oltre un anno dopo a Goa. Nel 1545 raggiunse Malacca, in Malaysia, e il Giappone nell’agosto 1549. Morì nel 1552, sognando la missione in Cina. Il suo braccio destro è conservato dal 1614 in un reliquiario della Chiesa del Gesù, a Roma.

san Pietro Favre ritratto in una litografia d'epoca
san Pietro Favre ritratto in una litografia d'epoca

San Pietro Favre
Canonizzato il 17 dicembre dello scorso anno da Papa Francesco, il savoiardo Pietro Favre (Villaret, 13 aprile 1506 – Roma, 1º agosto 1546) è stato fra i primi sei compagni di Ignazio di Loyola – conosciuto a Parigi durante gli studi teologici – e il primo gesuita a essere ordinato sacerdote, nel 1534. Su incarico di Paolo III, tenne la cattedra di teologia con Diego Laínez all’Università “La Sapienza”. Fu anche il padre spirituale di Francesco Borgia (1510-1572), in Spagna, futuro preposito generale della Compagnia di Gesù. Si spense a 40 anni, non riuscendo a partecipare ai lavori del Concilio di Trento. La memoria liturgica è fissata al 1º agosto.

Matteo Ricci
Proclamato servo di Dio il 19 aprile 1984
, il gesuita padre Matteo Ricci (Macerata, 6 ottobre 1552 – Pechino, 11 maggio 1610) è stato matematico, cartografo e sinologo. Missionario in Cina dal 1582 alla morte, al tempo della Dinastia Ming, era chiamato Lì Mǎdòu dai mandarini, che vollero insignirlo del titolo onorifico di studioso confuciano del grande Occidente. Di sangue nobile, entrò nella Compagnia di Gesù nel 1571 a Sant'Andrea al Quirinale, dedicandosi a studi scientifici. Nel marzo 1578 salpò da Lisbona per l’India con 14 confratelli, sbarcando a Goa. Ordinato sacerdote due anni dopo a Kochi, nel 1582 partì per la Cina meridionale, applicando nell’annuncio evangelico il metodo dell'inculturazione e dell’adattamento: vestendo come un bonzo, studiò lingua e costumi locali. «Farsi cinese con i cinesi» era il suo motto. Nominato nel 1597 superiore della missione gesuitica in Cina, il 24 gennaio 1601 padre Matteo entrò a Pechino. Otto anni più tardi fondò la Confraternita della Madre di Dio e avviò i lavori della prima chiesa pubblica di Pechino, ma si spense a 58 anni l’11 maggio 1610, prima che la costruzione fosse ultimata. È sepolto nel giardino di Shal a Pechino, in un terreno dove ora sorge il parco della Scuola di Amministrazione della capitale cinese.

 
 
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