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domenica 23 gennaio 2022
 
 

Ghislaine e Claude, le “voci” per l'Africa

05/11/2013  I due reporter di Radio France International sono stati assassinati in Mali, dove si trovavano per raccontare il conflitto e le sue conseguenze. La voce di Ghislaine da decenni entrava nelle case di milioni di africani.

La voce di Ghislaine da decenni entrava nelle case di milioni di africani. Immancabilmente accompagnata da Claude. Insieme sono rientrati anche la mattina del 5 novembre in Francia i loro corpi.

Ghislaine Dupont (51 anni) e Claude Verlon (58 anni) sono i due giornalisti di Radio France International rapiti e uccisi sabato 2 novembre a Kidal, nel Nord del Mali, all'uscita dell'abitazione di Ambery Ag Rissa, rappresentante del gruppo separatista tuareg MNLA, che avevano intervistato. Ad attendere le bare, oltre ai familiari, il presidente François Hollande e i colleghi di RFI.

Prima del decollo del volo dalla base francese in Mali, la sera prima, si era tenuta una sobria cerimonia di commiato alla presenza dell'ambasciatore francese in Mali e del presidente maliano Ibrahim Boubacar Keïta, che ha ha decorato i due giornalisti uccisi con l'Ordine nazionale al merito. Messaggi di cordoglio sono giunti dal presidente della Costa d'Avorio Alassane Ouattara, da quello del Burkina Faso Blaise Compaoré, dall'ex segretario generale dell'Unione Africana, il togolese Edem Kodjo, e da altri politici africani che avevano conosciuto bene Ghislaine.

Intanto, cinque sospetti sono stati fermati e trasferiti nella base di Gao dalle forze speciali francesi: non si tratterebbe dei diretti colpevoli, ma di persone in grado di identificare i quattro rapitori. Secondo RFI, nel veicolo rinvenuto accanto ai due giornalisti uccisi sarebbero state trovate delle carte da cui si risalirebbe a un jihadista.

L'ondata di emozione si sta propagando non solo in Francia, ma forse ancor più in tutta l'Africa francofona. Sul sito di RFI e un po' ovunque sui social network, sono centinaia i messaggi che continuano a testimoniare quanto Ghislaine fosse conosciuta, stimata e amata. «Sono morti per la verità».

«Chi non ricorda la sua voce convinta e convincente sui nostri transistor ovunque in Africa: nelle città, nei villaggi, nella campagne come nelle foreste e in brousse! Ha fatto il suo lavoro, qualcosa in cui credeva fortemente!».

Bisogna infatti ricordare che in Africa la radio è da sempre il mezzo privilegiato per la diffusione delle notizie, specie laddove le tv e i computer sono ancora un bene di lusso e la stampa cartacea non ha strumenti per la diffusione e la vendita.

E mentre le salme dei due reporter sono state omaggiate dai giornalisti maliani, si moltiplicano i messaggi di giornalisti africani, che parlano di lei come della “nostra Gigi”: «Da noi li avevano espulsi, altrove gli hanno sparato. Sono indignato e mi vergogno di essere africano» commenta amaro un giornalista congolese.

Ghislaine Dupont da bambina aveva vissuto alcuni anni in Africa. Aveva iniziato la professione scrivendo per Ouest-France e Témoignage Chrétien, era poi approdata a RFI nel 1986 e dal 1990 aveva coperto tutte le crisi africane, dall'Angola alla Sierra Leone, dal Rwanda al Sudan, dall'Algeria alla Costa d'Avorio, dove aveva scoperto l'esistenza di fosse comuni. Ma era alla Repubblica Democratica del Congo che si era consacrata per ben dieci anni, a partire dal 1997, dove tra l'altro aveva contribuito alla nascita di Radio Okapi (ora una delle voci più autorevoli e seguite nel Paese), formando i giovani giornalisti congolesi che vi lavorano.

Nel 2006 fu espulsa dal governo di Kabila, tra il primo e il secondo turno delle elezioni presidenziali (le prime che si tenevano nel Paese dopo 50 anni).

Con lei operava il giornalista e tecnico del suono Claude Verlon, abilissimo e scrupoloso nel suo mestiere, che aveva lavorato in luoghi come la Libia, l'Iraq e l'Afghanistan ed era stato varie volte in Mali, l'ultima in agosto proprio insieme a Ghislaine. E con lei ha condiviso la barbara morte.

Nella foto di copertina (Reuters) i poster dei due inviati davanti alla sede di RFI.

 
 
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