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martedì 28 giugno 2022
 
Aste record
 

Giacometti, 101 milioni di dollari per dire chi siamo

07/11/2014  La quotazione record dello scultore, uno dei suoi "Chariot", si spiega con la capacità di rivelare lo stato d'animo dell'uomo contemporaneo e di affermarsi come icona del nostro tempo. Le opere più care di sempre restano "L'urlo" di Munch e "I giocatori di carte" di Cezanne.

E’ stato battuto all’asta in soli tre minuti, alla cifra record di 101 milioni di dollari. E’ Chariot, (il carro) icona dell’arte esistenzialista dell’artista svizzero Alberto Giacometti. Si tratta di una rara quanto emblematica scultura in bronzo del 1951, che raffigura una donna dea in piedi su un carro con due grandi ruote.

Il prezzo battuto a New York, da Sotheby’s, è rimasto al di sotto del record di Giacometti, che ancora spetta a L’homme qui marche I, arrivato a quasi 105 milioni di dollari. Ogni grande artista ha il suo momento. Quotazioni “impazzite” come questa eccedono infatti un discorso esclusivamente storico artistico e sono legate soprattutto alla capacità di alcune opere di diventare icone del nostro immaginario, archetipi in cui proiettiamo il nostro modo di sentire, le nostre ansie e le nostre attese.

Alberto Giacometti senza dubbio ha saputo interpretare in modo originalissimo la fragilità inerme e dolorosa dell’uomo del ‘900 e questo è testimoniato dal costante successo delle sue mostre. Attualmente in Italia ne sono in corso due. Una alla Gam di Milano, Giacometti, sino al 1 febbraio, e una al Man di Nuoro, Giacometti e l’arcaico, fino al 25 gennaio. A Milano sono esposte ben 60 opere dell’artista, provenienti dalla Fondazione Alberto e Annette Giacometti di Parigi. Una mostra monografica, che ripercorre tutta la sua ricerca e il suo legame col linguaggio cubista e surrealista. La mostra di Nuoro, con prestiti dal Kuntshaus di Zurigo e dalla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, focalizza invece il rapporto tra la sua scultura e la statuaria antica, egizia, greca, etrusca, celtica e africana.

Per sottolineare un altro aspetto delle sue esilissime figure, che sono fragili e scarnificate eppure fissate in una dimensione di eternità, fattore non secondario del fascino quasi ipnotico che esercitano su ciascuno di noi. Ma l’asta di New York ha stabilito un altro record anche per Modì, il grande Amedeo Modigliani, che si conferma uno degli artisti più amati di tutti i tempi. Una delle sue misteriose quanto celeberrime teste in pietra, una Tete del 1912, è stata battuta in otto minuti, dopo una serie vertiginosa di rilanci, alla cifra di quasi 71 milioni di dollari, battendo il suo record precedente che apparteneva al dipinto Nu assis sur un divan, battuto nel 2010 alla cifra di 69 milioni di dollari.

Resta ancora insuperato il record mondiale dell’Urlo di Munch, battuto all’asta nel 2012, sempre a New York, per 119,9 milioni di dollari, coi quali aveva superato i 106,5 milioni di dollari di Nudo, foglie verdi e busto di Picasso. Questa la classifica top delle vendite all’asta, superata però di gran lunga dalle cifre delle transazioni private dove troneggia ancora il capolavoro di Cezanne, I giocatori di carte, venduto alla fine del 2011 alla famiglia reale del Qatar per circa 250 milioni di dollari.

A tutt’oggi, nell’elenco dei 45 dipinti più pagati al mondo, compaiono solo cinque dipinti antichi (un Rubens, due Tiziano, un Hans Holbein e un Pontorno), mentre il primo dipinto non antico a detenere il record di dipinto più costoso è il Vaso con quindici girasoli di Van Gogh, altra icona assoluta, venduto nell’’87 per 39, 7 milioni di dollari a un collezionista giapponese.

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Giacometti, Munch, Cezanne: le opere d'arte più "care di sempre"
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