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giovedì 02 dicembre 2021
 
 

Giannini, sogno un film sulla fede

04/03/2014  L'attore torna in Tv con "Un angelo all'inferno" in cui interpreta un genitore in difficoltà. Ecco un'estratto dell'intervista che potete leggere sul numero di Famiglia Cristiana in edicola.

Giancarlo Giannini in una scena del film Tv "Un angelo all'inferno"
Giancarlo Giannini in una scena del film Tv "Un angelo all'inferno"

Giancarlo Giannini torna in Tv il 5 marzo su Rai2 con il film "Un angelo all'inferno". L'attore interpreta il ruolo di capofamiglia: "Si tratta della storia di una famiglia in cui i due genitori hanno problemi con i figli, tossicodipendenti. Il padre non ne sa assolutamente nulla. Alla fine, però, la vicenda si risolverà positivamente". Il film è stato girato in Veneto e patrocinato dal ministero della Salute con la partecipazione della Regione Veneto e con la collaborazione delle aziende ospedaliere venete. "Sì, una gradevole esperienza, anche se preferirei fare qualcosa di ancor più impegnativo, ma il periodo non è dei migliori".

Sembrerebbe giù di tono...
"Sono scontento di come vanno le cose nel Paese e nel mio mestiere. E' difficilissimo realizzare un film e quelli italiani hanno una cattiva distribuzione. A questo punto è comprensibile che ogni tanto mi passi l'entusiasmo. Mi affido alla speranza di lavorare con gli stranieri".

Si entra negli angoli personali di Giannini, quotidianamente alle prese con l'hobby delle invenzioni...
"Io devo fare sempre qualcosa, non posso stare fermo. Adopero molto le mani, un dono di Dio straordinario. Stamattina, per esempio, ho riparato il tetto di casa. D'altronde sono perito elettronico industriale e ho imparato a fare tutto. Mi diverto, mi rilasso ed è una sfida con me stesso. Non viene il muratore? Non importa, faccio da me".

Progetti?

"Devo andare a Londra e ai Caraibi per una pubblicità americana. Per fortuna che ci sono gli americani. In Italia c'è molta confusione. Comunque, il mio sogno, un giorno è realizzare un film sulla fede. La fede, il mistero. La cosa bella dell'uomo è che ha la sensazione di ciò che non sa, e se non ci fosse il mistero non avremmo un motore per essere curiosi della vita. Proporre di questi tempi una cosa del genere è difficile. Ma non dispero".

 
 
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