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mercoledì 23 giugno 2021
 
Da Sanremo a Made in Sud
 

Gigi D'Alessio: «Mamma, hai visto che ora piaccio a tutti?»

16/05/2017  Dopo vent’anni di carriera, ha conquistato anche la critica. Ma il cantautore ha un rimpianto: «Ho 50 anni, l’età di mia madre quando mi ha lasciato»

La delusione per l’esclusione dalla finale dell’ultimo Sanremo è ormai acqua passata, spazzata via dalle soddisfazioni che gli sta regalando 24.02.1967, il nuovo album uscito proprio il giorno del suo cinquantesimo compleanno: «Mi sono iscritto al club di Celentano, Vasco Rossi e Zucchero. Pure loro sono stati eliminati a Sanremo. Ma il Festival dura una settimana. Le tue canzoni invece, se sono belle, hanno una vita molto più lunga».

In più, Gigi D’Alessio dice di «divertirsi un mondo» nelle inediti vesti di conduttore di Made in Sud, in onda su Rai 2: «Hanno scelto me proprio per portare una ventata di novità in una formula, quella del varietà comico, che ormai mostrava un po’ la corda. E io ho portato non solo la mia musica, ma anche i monologhi per valorizzare la cultura presente al Sud».

Infine, anche la critica, dopo oltre vent’anni di carriera e venti milioni di dischi venduti, si è accorta di lui. A Sanremo è stato un profluvio di elogi per l’arrangiamento della cover di L’immensità realizzata in 5/4, un tempo dispari inusuale che richiede una grande abilità da parte dei musicisti. Gigi si accalora e quando capita l’italiano lascia il posto alla sua veracità napoletana. «Per anni mi sono sentito come quando da bambini facevamo il castello di sabbia e poi arrivava il bullo di turno e ti buttava tutto a terra senza motivo. Ho sofferto per i pregiudizi nei miei confronti da parte di chi magari non aveva ascoltato nemmeno una mia canzone. Cantavo in giro per il mondo e pensavo: “C’aggio a fa cchiù?”. Con il pubblico invece è sempre stata un’altra storia: ho una registrazione di Non dirgli mai cantata davanti a 200 mila persone: è una canzone difficile, con cinque cambi di tonalità, eppure la gente l’ha cantata tutta senza sbagliare una nota».

Il testo di quella che ha presentato all'ultimo Festival, La prima stella, è una lettera rivolta a sua madre Antonietta, morta quando Gigi aveva 18 anni. «Un giorno ho rivisto una sua foto in bianco e nero in cui sorrideva. Ho pensato che anche mio padre e mio fratello mi hanno lasciato: ma almeno loro hanno fatto in tempo a vedere i miei figli e il mio percorso musicale. Mamma no. E allora ho capito che volevo dirle un po’ di cose e ho scritto la canzone per raccontarle di questo mondo dove c’è gente pronta a uccidersi per uccidere altre persone, ma dove forse con i progressi della scienza ora lei avrebbe sconfitto il brutto male che se l’è portata via. Avrei tanto voluto vederla invecchiare e invece se n’è andata a 50 anni, l’età che ho io adesso».

Gigi si lascia andare ai ricordi: «Quando mamma ci lasciò, io, oltre a studiare pianoforte al Conservatorio, suonavo nelle feste dei matrimoni. Ma non cantavo e lei non mi ha mai visto su un palco da protagonista. In questi anni sono addirittura diventato nonno, ma mamma mi mancherà sempre: i suoi abbracci, il fatto di poterla chiamare per chiederle: “Tutto a posto?”, pur sapendo già la sua risposta: “Ma tu hai mangiato?”…».

Mamma Antonietta ha però fatto in tempo a trasmettere a suo figlio la fede in Dio: «A Sanremo sentivo che lei era accanto a me. Mentre cantavo, la cercavo nella luce più forte, quella che mi dava fastidio agli occhi: e lì la rivedevo».

Questo incontro con Famiglia Cristiana fornisce a Gigi D’Alessio anche l’occasione per far chiarezza sui suoi presunti gravi problemi economici, frutto di investimenti sbagliati di cui i giornali hanno parlato qualche mese fa. «È stato alzato un gran polverone su una vicenda vecchia di quattro anni e già sistemata. Dove, tra l’altro, io ero il truffato, non il truffatore. Ma di fronte alla precisa volontà di buttarmi una valanga di fango addosso, sono stato costretto a reagire. Ora spero non se ne parli più».

Resta il tempo per una curiosità: i tre cantanti napoletani più popolari degli ultimi anni, Edoardo Bennato, Pino Daniele e Gigi D’Alessio, hanno scelto di vivere lontano dalla loro città. Come mai? «A parte che Edoardo è tornato a vivere a Bagnoli, per quanto mi riguarda i motivi sono stati solo “logistici”: ora il mondo della discografia è a Milano, ma quando ho iniziato era soprattutto a Roma e allora non c’erano i treni ad alta velocità che ti consentivano di fare avanti e indietro in giornata. Per me Roma è stata come una zia che accoglie lo studente fuori sede. Ma Napoli resta sempre mia madre».

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