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Luci e ombre di Gina Haspen, la donna alla guida della Cia

14/03/2018  Se la scelta di Trump sarà confermata dal Senato, la Haspen dirigerà la Central intelligence agency, da sempre appannaggio del potere maschile. La sua lunga carriera ha un punto oscuro: il ruolo svolto nell'uso delle tecniche di tortura su presunti terroristi nei centri di detenzione segreti dopo l'11 settembre.

(Foto Reuters: Gina Haspen)

Rivoluzione ai vertici dei potenti servizi segreti statunitensi: per la prima volta a guidare la Cia (Central intelligence agency) è stata chiamata una donna, la 61enne Gina Haspen. Donald Trump l'ha scelta - ma la sua designazione dovrà essere approvata dal Senato - per prendere il posto dell'attuale direttore Mike Pompeo, che a sua volta è stato chiamato a sostituire Rex Tillerson nel ruolo di segretario di Stato. 

Arrivata alla Cia nel 1985, la Haspen ha avuto il merito di farsi strada e di imporsi all'interno di un'agenzia che è sempre stata roccaforte del potere maschile. Tuttavia, come ha rivelato il New York Times, la sua lunga carriera nei servizi segreti è stata macchiata da alcuni punti oscuri, molto controversi, destinati a tornare a galla e a far discutere ancora: in particolare due casi di tortura (uso ripetuto del waterboarding, ovvero la simulazione dell'annegamento) durante l'interrogatorio di due uomini sospettati di terrorismo in Thailandia nel 2002. Nel 2001, dopo gli attacchi alle Torri Gemelle, la Cia aveva deciso di mandare Gina Haspen nel Paese del Sudest asiatico per sovrintendere una prigione segreta dove erano rinchiuse persone sospettate di attività legate ad Al Qaeda. In quel periodo di febbrile ricerca di terroristi, scrive il quotidiano americano, la Haspel legò il suo nome alle attività a dir poco discutibili di controterrorismo della Cia, condotte con metodi di interrogatorio brutali, come il waterboarding e la privazione del sonno.  

Nel 2005, la Haspen ebbe un ruolo nella decisione di distruggere le videoregistrazioni che documentavano le ripetute violenze perpetrate negli interrogatori con la tecnica della simulazione di annegamento. Probabilmente sarà chiamata davanti al Senato a rispondere a domande e richieste di spiegazioni che riapriranno un capitolo particolarmente buio nella storia della Cia, quasi un decennio di controterrorismo segnato dall'uso della tortura per estorcere confessioni e informazioni ai detenuti.

Il programma della Cia è stato bandito nel 2009: il 22 gennaio di quell'anno il presidente Barack Obama ha firmato un ordine esecutivo che ha messo fine alle cosiddette "tecniche di interrogatorio rafforzate" (non si parla di torture). Ma nel 2014 la commissione Intelligence del Senato americano ha scosso e indignato il mondo rendendo pubblico un rapporto-choc: per la prima volta un'inchiesta ha rivelato in modol chiaro e dettagliato le terribili forme di tortura fisica e psicologica usate per anni, dopo l'11 settembre, dai servizi segreti Usa nei centri di detenzione segreti all'estero, nel nome della guerra senza confini al terrorismo. 

 

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