logo san paolo
domenica 26 giugno 2022
 
 

Gingrich, il nuovo anti-Obama

08/12/2011  Viene dal passato il più accreditato candidato repubblicano per le presidenziali: Newt Gingrich, già presidente della Camera e furioso accusatore di Bill Clinton.

La disfatta di Herman Cain ha letteralmente sparato in testa alla classifica dei candidati repubblicani Newt Gingrich. Secondo il prestigioso Rasmussen Report se si votasse oggi Gingrich sarebbe addirittura in grado di battere Barack Obama col 45% dei voti contro 43%.


     Newton Leroy "Newt" Gingrich, 68 anni, consulente politico, storico e autore di 17 libri, è stato dal 1979 al 1999 deputato dello stato della Georgia e dal 1995 al 1999 il cinquantottesimo presidente della Camera. Nel 1995 Time Magazine l’ ha nominato “Uomo dell’anno” per aver spezzato la maggioranza al Congresso del Partito democratico. Nei quattro anni in cui ha svolto il compito di presidente della Camera, Gingrich si è distinto per i suoi attacchi contro la moralità del presidente Clinton, anche se personalmente stava conducendo una vita piuttosto discutibile. 

     E’ infatti in quegli anni che Gingrich ha cominciato a farsi vedere all’Opera con la stagista del congresso Callista Bisek, di 23 anni più giovane, che è poi diventata la terza signora Gingrich dopo il definitivo abbandono della seconda moglie Marianne Ginther. Protestante battista fin dagli anni dell’università, nel 2009 Gingrich si è convertito al cattolicesimo, la religione dell’attuale moglie.

     Con le mogli Newt Gingrich non è mai stato un gentiluomo. La prima moglie, Jackie Battley, è stata da lui abbandonata nel 1980, mentre era in ospedale per rimuovere una formazione cancerogena. Le dimissioni di Newt Gingrich dal Congresso nel 1999 sono state forzate dalla perdita di parecchi seggi del Partito repubblicano provocati dal furore degli elettori, sconvolti dal suo accanimento contro Clinton. 

     L’attuale ascesa di Gingrich in una qualche misura preoccupa il Partito repubblicano. Lo spauracchio che il presidente Barack Obama vinca il secondo mandato più che altro perché i repubblicani non hanno un candidato "valido" si fa infatti sempre più reale. Come se non bastassero i pettegolezzi sullo stuolo di mogli e la facilità con cui le prende e le posa, Newt Gingrich, l’uomo con ambizioni di rimettere in sesto l’America, ha altri scheletri nell’armadio. 

     All’inizio della campagna elettorale è stata resa pubblica la notizia che Newt e Callista Gingrich avevano con la gioielleria Tiffany un debito quantificato fra i 250 e i 500 mila dollari e che dovevano all’American Express dai 15 ai 50 mila dollari. In questi giorni che precedono le primarie di gennaio Newt Gingrich è molto criticato da liberali e democratici per un commento alla Harvard Kennedy School of Government, dove si è scagliato contro le politiche di protezione dei sindacati e della burocrazia sostenendo in pratica il ripristino del lavoro minorile. 

     “E’ tragico", ha detto, "quello che stiamo facendo nei sobborghi più poveri, bloccando i ragazzi per colpa delle leggi sui minori che sono veramente stupide. Se i ragazzi potessero prendere il posto dei bidelli in tante scuole, avrebbero in tasca un po’ di soldi e comincerebbero il loro percorso di crescita”.

I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo