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mercoledì 28 febbraio 2024
 
Giornata del malato
 

Il Papa: «Tutti siamo fragili e vulnerabili, non edifichiamo una società indifferente»

11/02/2023  Nel Messaggio per l'11 febbraio il richiamo al modello del Buon Samaritano. Servono strategie e risorse per garantire a tutti l’accesso alle cure. E in due tweet Francesco chiede di avere attenzione per quanti soffrono prendendo a modello il protagonista della parabola di Gesù e di imitare lo stile di Dio che è vicinanza, compassione e tenerezza

Papa Francesco e alcuni malati. Tutte le foto di questo articolo sono del servizio fotografico dell'Osservatore Romano - Vatican Media
Papa Francesco e alcuni malati. Tutte le foto di questo articolo sono del servizio fotografico dell'Osservatore Romano - Vatican Media

“La condizione di solitudine, di abbandono” è “un’atrocità che può essere superata prima di qualsiasi altra ingiustizia, perché a eliminarla basta un attimo di attenzione, il movimento interiore della compassione”. Lo ribadisce papa Francesco, commentando, nel Messaggio per la Giornata mondiale del malato datato 10 gennaio 2023, la parabola del Buon Samaritano. “Non siamo mai pronti per la malattia”, osserva Francesco: “E spesso nemmeno per ammettere l’avanzare dell’età. Temiamo la vulnerabilità e la pervasiva cultura del mercato ci spinge a negarla. Per la fragilità non c’è spazio. E così il male, quando irrompe e ci assale, ci lascia a terra tramortiti. Può accadere, allora, che gli altri ci abbandonino, o che paia a noi di doverli abbandonare, per non sentirci un peso nei loro confronti. Così inizia la solitudine, e ci avvelena il senso amaro di un’ingiustizia per cui sembra chiudersi anche il Cielo. Fatichiamo infatti a rimanere in pace con Dio, quando si rovina il rapporto con gli altri e con noi stessi”.

Per questo, secondo il Papa, “è così importante, anche riguardo alla malattia, che la Chiesa intera si misuri con l’esempio evangelico del buon samaritano, per diventare un valido ‘ospedale da campo’: la sua missione, infatti, particolarmente nelle circostanze storiche che attraversiamo, si esprime nell’esercizio della cura”. “Tutti siamo fragili e vulnerabili; tutti abbiamo bisogno di quell’attenzione compassionevole che sa fermarsi, avvicinarsi, curare e sollevare”, sottolinea Francesco: “La condizione degli infermi è quindi un appello che interrompe l’indifferenza e frena il passo di chi avanza come se non avesse sorelle e fratelli”.

La Giornata mondiale del malato, in questa prospettiva, “non invita soltanto alla preghiera e alla prossimità verso i sofferenti; essa, nello stesso tempo, mira a sensibilizzare il popolo di Dio, le istituzioni sanitarie e la società civile a un nuovo modo di avanzare insieme”, in quanto “fa pensare al ministero di sacerdoti, al lavoro di operatori sanitari e sociali, all’impegno di familiari e volontari grazie ai quali ogni giorno, in ogni parte di mondo, il bene si oppone al male”.

“Capire le fragilità, accarezzare le fragilità, fare forti le fragilità: è la strada che dobbiamo fare”, ha poi detto il Papa, a braccio, il 9 febbraio scorso ricevendo in udienza una delegazione di esponenti dell’Area Medica dell’Ufficio di pastorale sanitaria della diocesi di Roma, in occasione della Giornata Mondiale del Malato. “Stare vicino a chi è nel dolore non è facile, voi lo sapete bene. Per questo vi dico: non scoraggiatevi!”. L’appello di Francesco: “E se incontrate ostacoli o incomprensioni, guardate negli occhi il fratello, la sorella sofferente e ricordate le parole del buon samaritano: ‘Abbi cura di lui’”.

Poi il Papa si è rivolto ai “fratelli e sorelle malati”: “È la vostra sofferenza vissuta con fede, che ci ha riuniti qui oggi, a condividere questo momento importante. Nella fragilità voi siete vicini al cuore di Dio. Chiedo per questo la vostra preghiera, perché crescano tra noi la prossimità a chi soffre e l’impegno concreto nella carità, e perché nessun grido di dolore rimanga più inascoltato”.

L'11 febbraio, infine, XXXIa edizione della Giornata mondiale del malato, due tweet. Nel primo, Jorge Mario Bergoglio ha invitato a volgere lo sguardo verso chi soffre e a seguire l’esempio del Buon Samaritano. Proprio il Buon Samaritano - protagonista di una parabola di Gesù - che prestò soccorso ad un uomo derubato e percosso lungo una strada, ignorato dai passanti e persino da un sacerdote, offrendogli aiuto premurosamente e amorevolmente, è stato indicato da Francesco, nel Messaggio per la Giornata del malatol pubblicato lo scorso 10 gennaio, come modello dello stile cristiano della compassione. “Come il Buon Samaritano, fermiamoci e prendiamoci cura degli infermi e dei sofferenti” scrive il Papa su Twitter, ricordando anche la memoria liturgica della Madonna di Lourdes e invocandone la benedizione su “tutti i malati e chi li cura con amore”.

E riguardo all’atteggiamento da avere nei riguardi di malati e sofferenti, in un secondo tweet, @Pontifex richiama allo stile di Dio “che è vicinanza, compassione e tenerezza”. Si può “imparare a camminare insieme” secondo tale stile, spiega il Papa, “attraverso l’esperienza della fragilità e della malattia”.

 
 
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