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mercoledì 08 dicembre 2021
 
Giornata dell'alimentazione
 

Giornata Fao dell'alimentazione: tanti i bimbi affamati anche in Italia

16/10/2014  Arrivano a scuola affamati, perché le loro famiglie non sono in grado di garantire loro una colazione adeguata. E gli insegnanti notano, purtroppo, in questi bambini difficoltà di concentrazione e di comportamento. Un aiuto a questi scolari e alle loro famiglie arriva ora anche dalle organizzazioni locali di Banco Alimentare.

La Fondazione Banco Alimentare Onlus, in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione 2014, promosso dalla Fao il 16 ottobre, ha presentato  il programma di responsabilità sociale Breakfasts for Better Days, indetto da Kellogg's per donare circa 6 milioni di colazioni ai bambini e alle famiglie bisognose entro la fine del 2014.

Da ottobre a dicembre di quest’anno tutti coloro che acquisteranno una confezione di cereali Kellogg’s aderenti all’iniziativa Acquista una confezione, dona una colazione, contribuiranno a offrire una tazza di cereali ai bambini e alle famiglie meno fortunate, tramite la Rete Banco Alimentare in tutta Italia e con il supporto di DHL.

Grazie a questo stesso progetto, nel 2013, sono già state donate 230 milioni di colazioni nel mondo, 22 milioni in Europa e 1 milione e mezzo in Italia.

Come è ormai scientificamente risaputo, la prima colazione è il pasto più importante della giornata, perché fornisce l’energia necessaria per affrontarla al meglio. In Italia purtroppo non tutti possono farla: secondo gli ultimi dati Istat 2013, infatti, 2 milioni 28 mila famiglie vivono in stato di povertà assoluta.

«La condizione di povertà delle famiglie italiane è sempre più allarmante come ogni anno ci conferma la fotografia fatta dall’Istat», ha dichiarato Andrea Giussani, presidente di Fondazione Banco Alimentare Onlus. «Grazie all’aiuto concreto che riceviamo dalle aziende con cui collaboriamo possiamo offrire quotidianamente del cibo alle persone bisognose. Breakfasts for Better Days è un’iniziativa lodevole, con una particolare attenzione verso i più deboli, i bambini, e che quindi abbiamo accolto con favore. 

Il problema dell’arrivo a scuola dei bambini affamati è stato messo in luce da una recente ricerca dal titolo L’Istruzione Perduta. L’indagine, condotta in Italia su un campione di 503 insegnanti di scuole primarie e secondarie, ha svelato effetti e conseguenze preoccupanti sull’arrivo a scuola dei bambini affamati.  

Nel dettaglio il 76% degli insegnanti dichiara che i bambini affamati sono meno performanti in classe, il 54% osserva che fanno più fatica a concentrarsi e il 38% sostiene che non riescono a contribuire attivamente al lavoro di classe.  

E ancora, circa tre insegnanti su quattro (73%) osservano che i bambini che arrivano a scuola affamati sono più soggetti a problemi comportamentali, mentre un insegnante su due (49%) ha riscontrato maggiori difficoltà relazionali. Per quanto riguarda le cause dell’arrivo a scuola dei bambini affamati, gli insegnanti italiani (64%) sono d’accordo nel ritenere che questi bambini provengano da famiglie con difficoltà economiche che non possono garantire una colazione ai propri figli.  

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