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lunedì 27 maggio 2024
 
NAPOLI
 

Verso la Gmg di Lisbona: quando la fede sale sul treno della vita

08/11/2022  In vista della Giornata mondiale della gioventù, che si terrà in Portogallo, nell'agosto 2023, l'arcivescovo monsignor Domenico Battaglia ha incontrato circa 600 ragazze e ragazzi nel Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa. Nel pomeriggio di domenica 20 novembre, la pastorale giovanile si ritrova a Portici.

Parlare di Dio tra locomotive e carrozze ricche di storia al punto da vagheggiare un romantico viaggio a bordo di treni antichi alla volta del Portogallo, destinazione Lisbona, sede della prossima Giornata mondiale della gioventù, in calendario dal 1 al 6 agosto 2023.  In attesa dell’incontro della pastorale giovanile di tutta la diocesi di Napoli che si terrà domenica 20 novembre, dalle 17,30 in poi, per le strade di Portici guidato da don Federico Battaglia (solo un’omonimia con il vescovo) circa 600 ragazzi delle parrocchie dei comuni intorno al Vesuvio hanno scelto di accogliere il loro vescovo, monsignor Domenico Battaglia, nello storico Museo ferroviario nazionale di Pietrarsa della Fondazione Fs.  Un luogo simbolico che tra qualche giorno lascia il testimone ad un'altra area simbolica, Villa Fernandes a Portici.

«Il primo passo del cammino dei giovani di Napoli è cominciarxe dalla carità. "Maria si alzò e andò in fretta" verso Elisabetta per dare servizio a questa sua parente», ha spiegato don Federico Battaglia. «Ecco perché partiamo da un bene confiscato di Portici affinché i giovani possano andare in fretta verso il mondo del volontariato che si trova nella Caritas diocesana o negli enti del terzo settore che rendono protagonisti i giovani nel sociale. L'arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia annuncerà questo percorso con molteplici tappe e accompagnerà i ragazzi all'incontro con papa Francesco a Lisbona nell'agosto del 2023».

 

E sarà una festa vera, sincera, proprio come quella che hanno organizzato al Museo di Pietrarsa: «I ragazzi si sono guardati intorno e si sono ritrovati dopo la solitudine della pandemia, li sentivo sorpresi nel dirsi che erano tantissimi», ha commentato il decano don Giorgio Pisano (dodicesimo decanato). L'incontro è riuscito ad unire la bellezza di quel luogo che affaccia sul mare e sul Vesuvio con la bellezza dei ragazzi, distillando amore. Perché come, ha spiegato il vescovo Battaglia, «chi si sente amato, resta, chi non si sente amato se ne va». E quei cinquecentoottantasette ragazzi si sentivano tutti amati. Al vescovo Battaglia hanno chiesto di raccontarsi, gli hanno domandato com'è nata la sua vocazione e di come sia diventato vescovo. E nella semplicità di una chiacchierata i ragazzi si son sentiti dire che «se i giovani armati d’amore si mettono insieme nel nome di Gesù nessuno può fermarli per fare qualcosa di splendido: questo significa mettersi al servizio degli altri».

 

Un po' come per i treni che sono al servizio di chi ha bisogno di raggiungere una mèta. Di affrontare un viaggio. E con quei sedili montati in file da due o quattro nessuno in quel percorso resta solo. «Pietrarsa non è soltanto un luogo importante nel panorama nazionale ma è un luogo significativo perché è il posto dove è nata la prima ferrovia italiana e con la sua fabbrica era un avamposto di fatica dove ci si è formati per lavoro e cultura». Don Giorgio ha visto l’entusiasmo di quei ragazzi che hanno potuto scoprire la storia di quel luogo ma anche la gioia di essere ascoltati non solo tra le mura di una chiesa. “I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, le vere forme di annuncio vero vanno a depositarsi nel cuore dove oggi rischia di depositarsi sporcizia, negatività, pessimismo e invece queste forme di ascolto vanno direttamente nello spirito del cuore”.

 

L’appuntamento di preparazione alle Gmg di Lisbona si è rivelato così un esempio di "Chiesa in uscita" che ha fatto comprendere ai ragazzi come il messaggio di Cristo possa trovarsi anche in un «tempio della laicità in assoluto - specifica don Giorgio - dove non è mancata l’occasione di dialogare con altri che vogliono accostarsi e capire questa chiesa in uscita. Questo incontro ha radunato la verità delle nostre realtà. C’erano i ragazzi che animano davvero le parrocchie che esistono sul territorio e sono loro la nostra ricchezza attuale e da qui usciranno le vocazioni, alla vita familiare, al lavoro, alla vita religiosa sacerdotale o missionaria”. Non basta dunque che attendere. Perché proprio quei treni hanno rappresentato il viaggio che si può compiere per raggiungere proprio le giornate mondiali della gioventù - spiega don Giorgio -. La partenza, con tutte le sue incertezze o con l’entusiasmo tipico dei giovani, il viaggio che insegna l’attesa e carica l’animo di speranza ed infine l’arrivo che può rappresentare un nuovo inizio «che faccia uscire il capolavoro che c’è in ogni giovane», ha concluso padre Francesco Cerqua, rettore del Seminario arcivescovile ‘cardinale Ascalesi’.

 
 
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