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lunedì 15 agosto 2022
 
 

I giovani e la rinascita sociale

25/02/2013  Intervista a Domenico Musso, direttore del primo Meeting Internazionale di Giovani per la Giustizia Sociale.

La notizia della rinuncia del Santo Padre ci ha colpito profondamente. Il pontificato di Benedetto XVI è stato contrassegnato dal grande impegno nella ricerca teologica, nell’insegnamento e nella comunicazione, oltre che dal coraggio straordinario di un Pastore che ha rappresentato un dono straordinario per la Chiesa Universale”.

Inizia con un filo di tristezza la mia chiacchierata con Domenico Musso, giovane direttore del primo Meeting Internazionale di Giovani per la Giustizia Sociale, che si svolgerà a Roma, presso la Pontificia Università Lateranense, dal 20 al 24 marzo prossimi. Inevitabile la domanda sulla rinuncia al pontificato da parte di Benedetto XVI, considerato che il meeting nasce dall’incontro e dall’esperienza di giovani, che hanno scelto di portare proprio il nome ‘Noi per Benedetto’. Incontro Musso nei corridoi dell’ Università Lateranense, dove si lavora ininterrottamente per organizzare questo incontro internazionale, un evento che appare uno dei frutti migliori, generati da questo Anno della Fede, voluto proprio da Benedetto XVI.

“Giovanni Paolo II ci ha insegnato la forza della fede anche nel momento della sofferenza e della malattia, ed ora Benedetto XVI ci ha ricordato che bisogna anteporre il bene della Chiesa, ci ha insegnato l’umiltà ed il valore della rinuncia per una causa maggiore. Ha dimostrato una generosità senza precedenti.
Anche i ragazzi che parteciperanno al meeting hanno comunicato un grande affetto al Santo Padre, sia nelle corrispondenze mail che sui social, ed a Benedetto XVI dedicheremo l’operato del meeting, che vorrà essere al contempo anche un tributo verso il suo Magistero”.

- Ma come è nata l’idea di realizzare questo meeting?
“Il Meeting Internazionale per la Giustizia Sociale nasce dal desiderio di creare un momento di confronto complementare ed integrativo alle GMG ed ai Forum Internazionali dei giovani, strumenti preziosi per i ragazzi di tutto il mondo. Fondamentalmente un incontro tra i giovani nel quale poter mettere i giovani al centro, farli discutere ed elaborare soluzioni pratiche sulle emergenze sociali che viviamo nel nostro quotidiano”.

- La scelta di svolgere l’evento nell’università Lateranense, conosciuta come l’Università del Papa, ha un significato particolare?
“L’evento è organizzato dal Movimento Internazionale dei giovani cattolici ‘Noi per Benedetto’, nato nello scorso giugno, in un momento particolarmente difficile del Pontificato di Benedetto XVI, su iniziativa di un gruppo di ragazzi, molti dei quali della Pontificia Università Lateranense. E proprio in questo contesto abbiamo ricevuto i primi incoraggiamenti. Anche per tal ragione nutriamo particolare gratitudine ed affetto nei confronti del Magnifico Rettore, Mons. Enrico dal Covolo, che da subito ha mostrato grande sensibilità verso il nostro movimento ed ha accolto e sostenuto fortemente l’iniziativa che ci apprestiamo a realizzare. Ha dato voce a questo gruppo di ragazzi mossi dal grande desiderio di coinvolgere i giovani per un impegno attivo nella Chiesa e per la Chiesa. Considerando che l’azione del Meeting non sarà meramente celebrativa, ma un momento di analisi ed elaborazione di contenuti, l’ambiente universitario, anche simbolicamente, rappresenta il migliore dei luoghi dove svolgere l’incontro. Inoltre, la Pontificia Università Lateranense che, come affermato da Giovanni Paolo II è l’università del Papa “a titolo speciale”, in questi anni grazie all'operato di Mons. Dal Covolo ha rivolto particolare attenzione alla questione della formazione dei formatori, ed il Meeting in qualche modo vuole riprendere indirettamente questo concetto, ponendo le basi per contribuire ad una formazione continua ed "attiva" dei ragazzi coinvolti, nei rispettivi paesi nella formazione dei giovani cattolici, nell'evangelizzazione e nel sociale”.

- Vogliamo parlare di come si svolgerà la quattro giorni di lavori? Quali sono i principali obiettivi e come mai la scelta di suddividere il dibattito in tre aeree: famiglia, lavoro e ruolo pubblico della religione?
“Le giornate inizieranno con un momento introduttivo, chiamato “Le password della Fede”: 3 brevi riflessioni su altrettante tematiche chiave, che verranno esposte rispettivamente da Chiara Amirante, Mons. Dario Edoardo Viganò e Mons. Mario Toso, e che aiuteranno i giovani ad affrontare l’argomento della giornata. Immediatamente dopo vi saranno le relazioni principali, oltre a quella del Rettor Maggiore dei salesiani Pascual Chavez Villanueva i giovani si confronteranno con il Cardinal Maradiaga, Presidente della Conferenza Episcopale Honduregna e con il Cardinal O’Brien, Presidente della Conferenza Episcopale Scozzese. Ad uno dei confronti è stato invitato anche il senatore statunitense Rick Santorum, noto esempio di coerenza cattolica in politica. Successivamente i ragazzi si riuniranno dapprima nei gruppi linguistici per discutere e dibattere tra di loro e successivamente nei “New evangelization labs”, per elaborare delle proposte concrete da poter portare nelle loro realtà di provenienza e creare un’azione comune che nasce direttamente dai giovani”.

- Voi accoglierete 100 giovani da tutto il mondo, attraverso un accurato suggerimento da parte delle Conferenze Episcopali, ma le candidature sono arrivate anche attraverso altri canali?
C’è la volontà di creare una nuova classe dirigente cattolica a livello internazionale?
“Oltre a quanto già ricordato nella sua domanda, un ruolo fondamentale hanno giocato le candidature spontanee provenienti dal web. Ne abbiamo ricevute un numero impressionante, onestamente inatteso, che ci ha piacevolmente sorpreso. Il Movimento, che nasce dai social, ha trovato nella rete una forte risposta. L’obiettivo finale del Meeting è la creazione di un Osservatorio Permanente internazionale dei giovani cattolici impegnati nel sociale, un nuovo soggetto formato da soli giovani, che aspira ad essere un ponte tra la Chiesa ed i giovani. Gli stessi lavori dell’evento saranno un “beta test”, durante il quale sperimentare le dinamiche e le modalità operative di base dell’Osservatorio. Su tutto ciò potremo parlarne in seguito, adesso pensiamo al Meeting”!

- Vi sentite una ‘Todi’ in versione giovanile?
“Assolutamente no. Non confondiamo le cose. La politica è solo un aspetto, seppur fondamentale, dell’azione dei cattolici nel sociale”.

- Infine, manca un mese all’evento. A che punto siamo e per chi volesse ancora iscriversi, come può farlo?
“I 100 ragazzi sono stati già selezionati, ma questo non esclude che se ci siano dei profili validi e meritevoli non vengano presi in considerazione”.

-In quali giorni sarà libero l’accesso?
“Le relazione iniziale del mercoledì, e la relazione del giovedì mattina sono aperte a tutti previo accredito”.

- Chi verrà escluso potrà partecipare come volontario?

“Infine, qualora si desiderasse collaborare come volontari durante il meeting, è possibile compilare il form in basso nel sito”.

Per maggiori informazioni: http://www.noixbenedetto.it/

 
 
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