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venerdì 19 agosto 2022
 
Giubileo dei malati e dei disabili
 

«La diversità ci fa più ricchi»

11/06/2016  «Abbiamo paura della diversità perché è una sfida. Ed è più comodo mettere da parte. Ma i parroci che non accolgono dovrebbero chiudere le porte della chiesa. E convertirsi», dice papa Francesco nell'udienza per gli ammalati e i disabili.

Il Papa sorride e agita le mani per salutare la platea che lo aspetta in aula Paolo VI. Canti e gesti per l'udienza programmata per il Giubileo degli ammalati e delle persone disabili. «In questi giorni abbiamo imparato ancora di più che il Vangelo è per tutti, ancora non tutti lo pensano, ma è così», esordisce Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna che saluta il papa a nome di tutti i presenti.

Don Paolo Sartor e suor Veronica Donatello presentano grandi e piccini che dialogano con il Papa, con la loro carica di allegria.

Il Papa ascolta e risponde. mette da parte il discorso preparato e parla di paura. «Abbiamo paura delle diversità perché andare all’incontro di una persona che ha una diversità grande è una sfida e ogni sfida ci dà paura», dice Francesco, «è più comodo non muoverci, è più comodo ignorare le diversità, dire che tutti siamo uguali e se qualcuno è diverso lasciarlo da parte e non andare all’incontro. È la paura che ci dà ogni sfida e ogni sfida ci impaurisce, ci fa paura, ci fa un po’ timorosi. Le diversità sono proprio la ricchezza perché io ho una cosa, tu ne hai un’altra e insieme facciamo una cosa più grande. Pensiamo a un mondo in cui tutti siano uguali», dice Bergoglio «ma sarebbe un mondo noioso. Ed è vero che ci sono diversità che sono dolorose come tutti sappiamo, ma anche quelle diversità ci aiutano, ci sfidano e ci arricchiscono. Per questo mai avere para delle diversità. È la strada per migliorare, per essere più belli e più ricchi».

Il Papa parla di un gesto, per mettere in comune quello che abbiamo,  «un gesto bellissimo che noi persone umane abbiamo, un gesto che facciamo quasi incoscientemente, ma è un gesto molto profondo: stringere la mano. Quando io stringo la mano metto in comune quello che io ho con te, se è uno stringere la mano sincero. Ti do il mio e tu dai il tuo. E questo è una cosa che ci fa bene a tutti. Andare avanti con le diversità perché le diversità sono una sfida, ma ci fanno crescere. E pensare che ogni volta che io stringo la mano a un altro do qualcosa del mio e ricevo qualcosa dall’altro e questo ci fa crescere».

Il Papa parla del coraggio. Una bambina sale le scale verso di lui: «Questa è una bambina coraggiosa, non ha paura delle sfide, non sarà discriminata», dice Francesco abbracciandola. La segue «un'altra coraggiosa», mentre il Papa insiste, rispondendo alle domande di Serena sul non accesso ai sacramenti.

«Serena mi mette in difficoltà», dice Francesco. «Ha parlato di una delle cose più brutte che ci sono tra noi: la discriminazione. È una cosa bruttissima: tu non sei come me, tu vai di là e io di qua. "Ma io vorrei fare la catechesi". E si risponde: "In questa parrocchia no. Questa parrocchia è per quelli che si assomigliano, che non ci sono differenze"». «Questa parrocchia», chiede il Papa, «è buona o no? Cosa deve fare il parroco? Convertirsi. È vero che se tu vuoi fare la comunione devi avere una preparazione e se non capisci questa lingua, se per esempio sei sordo, tu devi avere la possibilità in quella parrocchia di prepararti con il linguaggio dei sordi, è importante. Se tu sei diverso anche tu hai la possibilità di essere il migliore, la diversità non dice che quello che ha i 5 sensi che funzionano bene è migliore di quello che, per esempio, è sordo muto. Tutti abbiamo la possibilità di crescere, di fare cose buone, di capire la dottrina cristiana, tutti abbiamo la stessa possibilità di ricevere i sacramenti».

Il Papa ricorda lo "scandalo" che dette Pio X, «quando tanti anni fa, 100 anni fa non di più, ha detto che si doveva dare la comunione ai bambini. Tanti si sono scandalizzati: "Ma quel bambino non capisce, è diverso, non capisce bene". "Date la comunione ai bambini", ha detto il Papa e ha fatto di una diversità una uguaglianza perché lui sapeva che il bambino capisce in un altro modo. Così quando ci sono diversità tra noi si capisce in un altro modo. Questa è una ricchezza».

Ma ci vogliono comunità accoglienti e ai parroci che non accolgono il Papa consiglia: «Chiudi la porta della chiesa, per favore.  O tutti o nessuno».  aggiunge: «Ci vuole una pastorale dell'orecchio, bisogna ascoltare. la discriminazione è una cosa bruttissima. Ognuno di noi ha un modo di conoscere le cose che è diverso, uno conosce di una maniera, un altro in un’altra, ma tutti possono conoscere Dio».

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L'udienza di Francesco con i disabili: «La discriminazione è una cosa bruttissima»
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