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lunedì 06 dicembre 2021
 
 

Giubileo: Torino, al Cottolengo una Porta santa

14/11/2015  Verrà aperta domenica 20 dicembre nella chiesa della Piccola Casa della divina Provvidenza, meglio nota come il Cottolengo, dal nome del suo fondatore. «Con questo ulteriore segno» ha spiegato l'arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, «vogliamo sottolineare che per un cristiano la vera porta d'accesso alla salvezza è quella dei poveri».

La cultura dell'incontro più forte della violenza e dell'orrore. Nonostante tutto. Arriva anche in Piemonte l'eco tremenda degli attentati di Parigi. A Torino, dove i legami culturali con la Francia sono da sempre fortissimi, l'arcivescovo monsignor Cesare Nosiglia aveva convocato i giornalisti per illustrare alcune attività della diocesi. Ma all'indomani della strage l'incontro è diventato anche un momento di riflessione. «Questo è davvero un pezzo della terza guerra mondiale» ha detto il pastore, riprendendo le parole di papa Francesco «Oggi la guerra non è più solo conflitto tra Stati, come eravamo abituati a credere. Sta accadendo qualcosa di radicalmente diverso: è la guerra senza confini». 

Davanti alla barbarie, fermi restando, ovviamente, il dolore e la condanna, «non serve erigere muri. Innalziamo barriere che dovrebbero difenderci da minacce esterne, quando in realtà spesso gli attentatori sono cittadini di Paesi occidentali e vivono nelle nostre comunità da venti o trent'anni». Se è vero che la nuova strategia del terrore trasforma chiunque in un potenziale obiettivo (colpendo ristoranti, stadi, sale da concerto e luoghi di ritrovo) «tutti siamo chiamati a costruire una cultura dell'incontro, che alla fine sarà più forte dell'odio e della paura». Anche se ovviamente parliamo di piani differenti e non paragonabili, «le iniziative di accoglienza e contrasto alla povertà che le Diocesi, le parrocchie e le famiglie stanno mettendo in atto sono già il segno di questa diversa cultura. Sono la base per un futuro di speranza. Sono una strada per combattere il male con il bene».

Anche in Piemonte, come nel resto d'Italia, si rafforzano le misure di sicurezza in vista dell'ormai imminente Giubileo della misericordia indetto dal Santo Padre. A Torino l'apertura della porta santa, nella cattedrale di San Giovanni Battista, è fissata per domenica 13 dicembre. Domenica 20 dicembre verrà aperta anche una seconda porta, nella chiesa della Piccola Casa della divina Provvidenza, meglia nota come il Cottolengo, dal nome del suo fondatore,storica “cittadella” della carità. «Con questo ulteriore segno» ha spiegato l'arcivescovo «vogliamo sottolineare che per un cristiano la vera porta d'accesso alla salvezza è quella dei poveri».

Quanto alla sicurezza la diocesi subalpina ha alle spalle la recente esperienza dell'ostensione della Sindone, svoltasi dal 19 aprile al 24 giugno, in un clima di fortissima tensione internazionale. L'allerta era elevata e la presenza delle forze dell'ordine capillare. Tutto questo però non ha turbato il clima di preghiera, silenzio e condivisione tra i pellegrini.

La conferenza stampa è stata inoltre occasione per fare il punto su alcuni progetti di accoglienza e sostegno sociale promossi dalla diocesi. Tra questi spicca la grande mobilitazione per far fronte all'emergenza migranti. A Torino e nei comuni della cintura, da settembre a oggi, circa 180 famiglie, un centinaio di parrocchie, unità pastorali e istituti religiosi hanno dato la disponibilità ad accogliere persone rifugiate o richiedenti asilo. «Nessun'altra diocesi o città può vantare un simile slancio di generosità» ha commentato monsignor Nosiglia. In conclusione l'arcivescovo ha voluto lanciare un ulteriore appello alla fraternità: «come già nell'anno passato, invito le famiglie ad aprire la propria casa a una persona o un piccolo nucleo che vive in situazione di povertà e condividere un pranzo durante le feste di Natale».

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