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mercoledì 29 giugno 2022
 
 

Giulia Michelini: “Squadra antimafia” addio ora faccio la mamma

24/02/2015  E' protagonista su Canale 5 in "Il bosco" ma sta per lasciare Rosy Abate, che l'ha resa famosa. «Voglio dare più tempo a mio figlio».

A farle scendere una lacrima sul viso “da dura” è proprio Rosy Abate, il personaggio di Squadra antima a che l’ha resa celebre e che le è rimasto cucito addosso come una seconda pelle. Un addio senza strappi, insito nella natura delle cose, che hanno un inizio e una ne, ma che in lei suscita ancora un groviglio di emozioni incontrollabili. Giulia Michelini è senza alcun dubbio un’attrice eclettica, fuori dagli schemi.

E questo per lei è un periodo lavorativo importante, così come di crescita personale. Ha da poco nito di girare il nuovo lm di Carlo Vanzina. È protagonista del thriller psicologico della Taodue Il bosco, in prima serata su Canale 5, al anco di Claudio Gioè e Andrea Sartoretti. Nel frattempo si gode il successo al botteghino della sua ultima commedia Sei mai stata sulla luna?, con la regia di Paolo Genovese.
In mezzo c’è il suo essere mamma di un bambino di dieci anni, Giulio Cosimo, con cui condivide una grande passione.

- Il bosco, che è il titolo della sua più recente fiction, cosa rappresenta?

«Le parti oscure e intricate di ciascuno di noi, in cui possiamo perderci e da cui cerchiamo la via d’uscita».

- Nina Ferrari, il suo personaggio, le assomiglia?


«Nina è una giovane psicologa che torna nel paese d’origine per ricostruire il suo passato. E la verità sulla madre. È una persona instabile che tiene un diario vocale per ssare giorni, ricordi. Appare forte ma in realtà è fragilissima, vive sul lo del rasoio, ha equilibri precari. In comune abbiamo la fragilità, certe insicurezze, anzi il suo lato insicuro mi ha aiutata a renderla più mia. Lei cca il naso dove non può, io sono più diplomatica».

- Sforna un film via l’altro. Il riposo non è contemplato?


«Mi è capitato di lavorare con registi importanti in questa fase della mia vita. Quella di Carlo Vanzina, dal titolo provvisorio Torno indietro e cambio vita, è una commedia brillante: una sorta di Ritorno al futuro italiano in cui interpreto due personaggi a distanza di parecchi anni. Il film di Paolo Genovese è corale: ognuno ha messo del suo. Interpreto Carola, che è dedita solo al lavoro. Ma non voglio emularla. Per me è arrivato il periodo sacro del riposo. La priorità oggi è mio glio. Abbiamo tante cose da fare insieme».

- Per esempio?

«Viaggiare. Siamo appena stati in Brasile a fare surf e deltaplano. A Pasqua andremo in Egitto o in Madagascar. I nostri sono viaggi-avventura on the road. Abbiamo alle spalle una tradizione importante da velisti. Siamo un duo collaudato. Giulio è molto competitivo con me. E anche geloso: non gli piace più di tanto condividere la mamma con altri».

- Come è riuscita a coniugare ruoli difficili e impegnativi con il suo essere mamma single?

«I problemi sono iniziati quando il mio Giulio ha cominciato la scuola dell’obbligo. Prima lo portavo con me sui set nei quali recitavo. Si è sempre divertito tra pistole giocattolo, cavalli, scene in costume. A cinque mesi è venuto in Argentina sul set della serie televisiva del regista Juan Campanella Vientos de agua. Sono una mamma un po’ infantile, non esageratamente severa, complice. Io e mio glio stiamo crescendo insieme».

- Con l’addio al personaggio di Rosy Abate è finita un’epoca?

«Il personaggio di Rosy ha dato tutto quello che poteva: meglio cadere in piedi. Farà ancora tre scene in Squadra antima a 7, poi sparirà. Emotivamente mi ha dato tanto, ma si è anche presa tanto. È stata un’avventura viscerale, veramente intensissima. Mi ha fatto crescere come artista ma tornavo a casa devastata da lei, era dif - cile uscire da quel personaggio su cui ho lavorato per ben sette anni. A dilaniarmi è stato soprattutto il rapporto con suo glio, in cui mi sono immedesimata tanto. Mi ha insegnato a essere caparbia, combattiva, “tosta”».

- Tornerebbe sul set ancora una volta in un ruolo comico?


«Sì, ma solamente se fosse brillante. Con Checco Zalone, nel 2009, in Cado dalle nubi, abbiamo veramente sbancato. Lui è un grande artista: riproduce con la chitarra e al piano qualsiasi canzone senza saper leggere il pentagramma. Ma attualmente preferisco storie dif cili, personaggi che mi mettono alla prova».

- Tra i tanti personaggi femminili della sua carriera lei ha interpretato Lucia Borsellino e la terrorista delle Brigate Rosse Anna Laura Braghetti. Che idea si è fatta dell’Italia attraverso queste figure?

«Lucia, in particolare, mi ha trasmesso la grande forza della giustizia, del coraggio, delle idee. Ho cercato di tenere la realtà socio-politica sullo sfondo per concentrarmi sul dolore di una glia per la perdita brutale del padre. È stato un Paese dif cile il nostro, con delle responsabilità politiche importanti, e lo è ancora. Avevamo degli eroi e non siamo stati capaci di ascoltarli. E invece è estremamente importante ricordare quello che è accaduto negli anni passati per non rifare gli stessi errori. La sete di potere e il denaro sono il più grande cancro in assoluto».

 
 
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