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martedì 18 gennaio 2022
 
FEDE & MIGRAZIONI
 

Giustino De Jacobis, il santo protettore dei lucani nel mondo

13/02/2021  L'ha deciso la Conferenza episcopale della Basilicata. Giustino De Jacobis (1800-1860), religioso lazzarista, fu vescovo e missionario. Morì in Eritrea. I lucani nel mondo, secondo i dati forniti nell’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, oggi sono circa 134 mila residenti soprattutto in Argentina, Germania, Svizzera e Brasile.

I lucani che vivono all’estero hanno un santo protettore. È san Giustino De Jacobis, vissuto tra il 1800 e il 1860, originario di San Fele (Potenza), vescovo e missionario lazzarista. La decisione è della Conferenza Episcopale di Basilicata che ha deciso, nei giorni, scorsi, durante la sessione invernale, dopo la proposta portata avanti dalla Federazione associazioni lucane in Svizzera e presentata ai presuli  da monsignor Ciro Fanelli, vescovo della diocesi di Melfi -Rapolla-Venosa.  Un santo che ha saputo essere «promotore dell’amore di Cristo verso i fratelli”, dice don  Michele De Cogliano, parroco di San Fele che si è convinto, studiando la storia di questo santo, che la sua figura doveva essere conosciuta.

«San Giustino ha un solo torto: quello di essere poco conosciuto», ha detto il gorno della sua canonizzazione , il 26 Ottobre 1975, papa Paolo VI.  Già beatificato nel 1939 da papa Pio XII san Giustino «era un figlio di S. Vincenzo, cioè un Lazzarista, apparteneva cioè alla Congregazione della Missione; e nel senso ormai specifico della parola missionario fu. Ha un solo torto, quello d'essere troppo poco conosciuto”, disse papa Montini. E proprio per «riparare a quel torto», che il parroco e il  vescovo hanno avviato un progetto  affinché San Giustino potesse essere «amato e conosciuto non solo nelle comunità della diocesi di Melfi – Rapolla – Venosa ma in tutta la regione Basilicata e da tutti i lucani nel mondo che, come il santo, hanno abbandonato la loro terra» con l’obiettivo di «sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto delle culture diverse dalla propria, allo sviluppo del senso civico, alla tolleranza, all’accoglienza, al dialogo interculturale. Un lucano che si è distinto per i valori di integrazione,  che ha saputo vedere, nelle diverse culture, un momento di crescita e non una chiusura, spesso motivo di conflitti».

Già la diocesi aveva dato vita a molteplici iniziative per far conoscere la figura del Santo:  concorsi letterari rivolte alle scuole; benedizione della statua da parte di papa Francesco nell’ottobre del 2019 nella cui occasione il Santo Padre aveva donato ai fedeli di San Fele parole di incoraggiamento nel saper essere “generosi annunciatori del Vangelo”; donazione di una lampada da tenere accesa in tutte le parrocchie della diocesi; borsa di studio sulla ricerca della figura di San Giustino in collaborazione con il Comune di San Fele e l’Università di Basilicata; accoglienza della reliquia del Santo, conservata nella cappella Santa Maria dei Vergini a Napoli, presso la chiesa madre di San Fele per la durata di un mese; commemorazione della nascita di San Giustino a livello diocesano il 9 Ottobre a San Fele con la partecipazione di tutta la regione ecclesiastica della Basilicata, del vescovo metropolita mons. Salvatore Ligorio e del presidente del Consiglio regionale di Basilicata, Carmine Cicala. È previsto inoltre la creazione di un ponte di solidarietà con l’Etiopia, terra in cui San Giustino si è fermato per evangelizzare, dando vita a un’opera di carità che porterà il nome del Santo lucano, in maniera tale da «concretizzare l’amore per i fratelli mettendosi al servizio dei più deboli».

Nato il 9 ottobre 1800 a San Fele, in provincia di Potenza, il futuro santo venne ordinato sacerdote il 18 giugno 1824, a Brindisi, nella cattedrale dall'arcivescovo, monsignor Giuseppe Maria Tedeschi. Nel 1838 il padre vincenziano Giuseppe Sapeto avvia una missione ad Adua che viene rafforzata con l'arrivo, il 13 ottobre 1839, su sollecitazione di Propaganda Fide, proprio di Giustino con l’incarico di responsabile della regione del Tigrè erigendosi così la prima vera missione col titolo di vicariato d'Abissinia. Nel 1847 fu nominato vescovo e poco dopo vicario apostolico dell’Abissinia, ma rifiutò la dignità episcopale finché fu obbligato ad accettarla nel 1849. Morì il 31 luglio 1860. Nel 1939 la beatificazione e nel 1975, in coincidenza con l'anno santo, l’ha proclamato santo. «Giustino De Jacobis è stato padre per la Chiesa d’Etiopia», hanno scritto, nell’anno della sua canonizzazione, i vescovio etiopi. San Giustino – spiega don De Conegliano, «ci insegna che l’uomo può essere cittadino del mondo».

I lucani nel mondo, secondo i dati forniti nell’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, oggi sono circa 134 mila, residenti soprattutto in Argentina, Germania, Svizzera e Brasile. Il paese nativo di San Giustino, San Fele, è il secondo comune della Basilicata per numero di emigrati all’estero e al quinto posto per incidenza.

 

 
 
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