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mercoledì 10 agosto 2022
 
 

Giustizia in Sri Lanka

13/01/2014  Il governo del Paese deve rispondere di crimini di guerra e invece continua a rimanere al potere indisturbato: urgono prese di posizione

«Urge un'inchiesta internazionale per accertare la verità sui presunti crimini di guerra dato che la maggior parte dei tamil nel nord e nell'est del Paese non hanno più fiducia in un processo interno. Ciò contribuirà alla riconciliazione». È la convinzione oltre che la speranza di monsignor Rayappu Joseph, vescovo di Mannar, in una nota indirizzata all'agenzia Fides. «In molte occasioni la polizia e la commissione per i diritti umani si sono persino rifiutati di accettare le denunce», un comportamento gravissimo e inaccettabile soprattutto di fronte a tutti quegli uomini e quelle donne che quotidianamente si battono perché sia fatta giustizia. Giornalisti, sacerdoti, avvocati: è lunga la lista di attivisti per i diritti umani che hanno finora visto puntualmente respinte le loro richieste di fare luce su un massacro, quello dei Tamil, verso il quale la comunità internazionale dimostra per lo più indifferenza. «Migliaia di casi di violazione dei diritti umani, abusi sessuali, omicidi, sparizioni, esecuzioni extragiudiziali restano impunite»: tutto si può dire fuorché un sistema basato su questi non-valori sia una democrazia. Il governo dello Sri Lanka è sordo all'urlo di disperazione che si leva da una parte consistente del suo popolo. La paura regna sovrana scoraggiando, a suon di soprusi, anche i più tenaci oppositori del regime che si è macchiato di queste atrocità. Lo stesso vescovo di Mannar è stato da più parti "ripreso" e tacciato di essere un attivista politico solo per aver espresso la necessità che sia fatta giustizia al più presto così da avviare un sereno e ormai improrogabile percorso di pace. «Ci sono troppe questioni controverse in Sri Lanka: persone che scompaiono, altre arrestate e detenute illegalmente, torturate o uccise in carcere. Io abbraccio, parlo e affronto le aspirazioni dei fedeli della mia diocesi e, più in generale, in tutto lo Sri Lanka. Per me è una missione umana, spirituale e religiosa». Anche se i media ne parlano poco, la verità racconta di un Paese in cui, soprattutto ci sono ancora migliaia di famiglie, al Nord e nell'Est, che vivono un clima di terrore: terrore per le possibili violenze sessuali, per la sottrazione delle terre, per le torture. «Qual è la necessità di mantenere un così alto numero di forze armateé perché in quelle aree non si può restaurare del tutto l'amministrazione civile come avvenuto nel resto del Paese?». La risposte sono tutte nella denuncia di genocidio culturale del monsignore: «La colonizzazione è promossa dallo Stato nei territori Tamil per creare uno squilibrio elettorale ed eliminare progressivamente la lingua, la cultura e i costumi di un popolo».

 
 
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