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martedì 16 aprile 2024
 
 

Gli anziani s'indignano meno

25/06/2013  La protesta si scatena, dalla Turchia al Brasile alla Russia, laddove i giovani sono numerosi. L'Italia è un Paese troppo "vecchio" per gli "indignados".

Quando la Turchia ha rischiato di esplodere per le proteste innescate dalla questione del Gezi Park di Istanbul, tutti subito a tirare in ballo l'islam. Poi, con manifestazioni e motivazioni analoghe, hanno preso fuoco le grandi città del Brasile, e lì certo l'islam non poteva essere. Nessuno che abbia pensato di dare un'occhiata alla demografia: in Brasile i giovani sotto i 24 anni d'età sono il 41% dell'intera popolazione; in Turchia, il 47%. Popolazioni giovani, altamente scolarizzate, dotate dei più moderni strumenti di comunicazioni e quindi perfettamente consce di quanto accade nel resto del mondo: come pretendere che tacciano rispetto a decisioni o ad assetti sociali che considerano ingiusti?

Alla fin fine, quello demografico è l'unico tratto comune ai fronti di protesta che di volta in volta si aprono nei diversi Paesi e alle più diverse latitudini. Nel 2012, in russia, dopo il ritorno di Vladimir Putin al Cremlino, funoro i "nipoti di Gorbaciov" a occupare le strade con i loro sctriscioni. Cioè i ventenni appena approdati al voto, cresciuti nella Russia post-sovietica e quindi, proprio per ragioni squisitamente anagrafiche, liberi dalle incrostazioni legate al passato personale e collettivo.

Stesso discorso per la Primavera araba: la demografia ha giocato un ruolo decisivo. In Egitto, dove l'età media è di 24 anni e dove per i giovani la ricerca del primo impiego (quasi sempre precario e "in nero") dura in media 34 mesi. In Tunisia, dove i giovani sotto i 24 sono il 40% della popolazione. In Siria, dove i giovani sotto i 24 anni sono il 53% della popolazione, e dove i giovani sono (o meglio: erano, prima della guerra civile) per il 61% disoccupati.

Da questo punto di vista l'Italia può dormire (e infatti dorme) sonni tranquilli. Difficile che le strade si riempiano di "indignados" in un Paese in cui l'età media è di oltre 44 anni e i giovani sotto i 24 anni d'età sono appena il 23% della popolazione.

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Brasile, scontri e proteste
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