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giovedì 26 maggio 2022
 
Al tribunale di Ferrara
 

Gli avvocati di Ferrara: «Vedere la Croce, richiamo alla verità»

03/04/2015  Si sono offerti di ricomprare i Crocifissi a loro spese, e anche di provvedere al loro ricollocamento. Sono gli avvocati di Ferrara, che hanno deciso di non arrendersi a quello che stanno vivendo come un sopruso, cioè il regolamento che ha imposto di toglierli.

Si sono offerti di ricomprare i Crocifissi a loro spese, e anche di provvedere al loro ricollocamento. Sono gli avvocati di Ferrara, che hanno deciso di non arrendersi a quello che stanno vivendo come un sopruso. Nelle aule del Palazzo di Giustizia della città emiliana, infatti, da circa un anno, in sordina, sono scomparsi uno dopo l’altro i Crocifissi che per regolamento, ancora legato alla circolare Rocco del 1926, dovrebbero stare appesi alle pareti, alle spalle del giudicante. In genere sotto la scritta “La legge è uguale per tutti”. Ne è rimasto uno in tutto, nell’aula F.

Per questo motivo un gruppo di avvocati, 23 per l’esattezza, hanno fatto squadra e hanno scritto una lettera al presidente del Tribunale Pasquale Maiorano per chiedere dove siano finiti i crocifissi rimossi, al fine di ricollocarli al più presto nelle aule. Gli avvocati firmatari si dicono anche disponibili a collaborare donando i crocifissi, qualora non venissero trovati gli originali rimossi, non si sa bene perché né da chi.

La richiesta, presentata anche nel corso di una riunione presso l’Ordine degli avvocati, è dettata dalla volontà di «vedere la Croce, richiamo alla verità, al bene e alla giustizia, dove dovrebbero essere tutelati e difesi i valori della giustizia».

La lettera non è stata firmata dal presidente dell’Ordine ferrarese, Piero Giubelli, che però si è dichiarato d’accordo coi colleghi sotto l’aspetto di principio.  «C’è una circolare che impone il Crocifisso», ha detto alla stampa, «quindi o si collocano oppure si cambia la circolare. Se poi si vogliono fare battaglie sulla laicità dello Stato, queste vanno fatte nelle sedi opportune». 

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