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Gli esperti e i progetti mirati

14/06/2013 

Il mondo della scuola mantiene alta la guardia sul cyber-bullismo, già a partire dalle elementari. La dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, Francesca Bianchessi, conferma: «Ci sono casi di cyber-bullismo e di prepotenze abbastanza diffusi. Cerchiamo di agire su livelli diversi, sia attraverso laboratori nelle classi sia attraverso la formazione dei docenti, con appositi corsi per acquisire strumenti per la gestione e l’azione educativa nelle classi. Progetti mirati sono rivolti anche ai genitori e ad altre figure educative di riferimento, tra cui allenatori in società sportive, catechisti dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, operatori sociali e psicologi». Tra le iniziative messe in campo, vi sono momenti di discussione, convegni e altri approfondimenti sfruttando il medium televisivo. Inoltre, la società municipalizzata AemCom, che offre servizi di telefonia e banda larga alla città, ha dato vita al progetto didattico “Odissea nello spazio web”, con apposite guide dedicate a genitori e alunni. Questo lavoro è frutto di una ricerca condotta grazie a questionari distribuiti alle famiglie per capire abitudini, stili di vita, modalità di uso delle tecnologie, in particolare internet, social network e blog.

Il fenomeno è oggetto di un attento monitoraggio da parte di Paola Cattenati, membro della Commissione sul bullismo della Provincia di Cremona e responsabile del Criaf (Centro Riabilitazione Infanzia, Adolescenza, Famiglia), attivo settimanalmente in 25 scuole tra Cremona e Brescia. «La fascia adolescenziale è quella maggiormente interessata, ma la nostra azione nelle scuole è capillare già a partire dagli ultimi anni delle elementari; ormai cellulari e computer sono all'ordine del giorno anche per bambini di 9-10 anni». Alcuni tra i casi riferiti da Cattenati, riguardano ragazze filmate negli spogliatoi della palestra con la pubblicazione in rete del video, molestie anonime in forma verbale apparse sulle bacheche virtuali, foto pubblicate on-line e l'uso improprio di sms. E, «in modalità diverse, interessa sia i maschi sia le femmine; i primi ricorrono spesso a fotografie e video, mentre nel caso delle ragazze è più una forma di bullismo verbale».

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