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sabato 10 dicembre 2022
 
 

Gli ex detenuti, il Papa e la caciotta del perdono

24/02/2016  Al termine dell'udienza generale del 24 febbraio, l’ha portata a Bergoglio Antonello Guadagni, casaro, che ha svolto un percorso alternativo al carcere nella Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Benzi. Un piccolo esempio concreto di cosi significhi, oggi, vivere e testimoniare la misericordia.

L’hanno chiamata “Formaggio del perdono”. E’ la caciotta della misericordia donata al Papa mercoledì 24 febbraio al termine dell’udienza generale dalla Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. L’ha portata Antonello Guadagni, casaro, ex-detenuto che ha svolto un percorso alternativo al carcere nella Comunità di don Benzi. All’udienza hanno partecipato circa 200 tra detenuti e volontari. “È un formaggio buono prodotto da persone che hanno fatto del male. Significa che chi ha compiuto del male può fare qualcosa di buono”, spiega Giorgio Pieri, responsabile del progetto Cec, Comunità educante con i carcerati. Il percorso rieducativo oggi coinvolge oltre 250 detenuti.

Ad accompagnarli all’udienza c’era il vescovo di Rimini monsignor Francesco Lambiasi, che ha promosso insieme alla Comunità Papa Giovanni l “Università del perdono” giunta al quarto anno di attività, per promuovere la cultura del perdono. Spiega Giorgio Pieri che il 75 per cento di chi va in carcere quando esce commette ancora reati, mentre tra coloro che frequentano l’università del perdono la recidiva è sotto il 10 per cento: “La vera sicurezza non è data da una giustizia vendicativa ma da una giustizia rieducativa che passa attraverso percorsi di recupero, perché un uomo recuperato non è più pericoloso”.

 
 
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