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sabato 28 maggio 2022
 
 

Gli imprenditori usano i loro capitali

01/08/2011  In tempo di crisi, quasi il 40 per cento si è salvato con le proprie risorse economiche, per evitare la chiusura o compensare mancati pagamenti

Gli imprenditori usano le loro risorse per sostenere l’azienda. E, a essere maggiormente in difficoltà, sono gli imprenditori edili. Eppure non sono pochi quelli che hanno aumentato il valore capitale dell’azienda. Il futuro appare incerto: il 14% delle aziende prevede di dover utilizzare ancora i loro capitali e una buona parte degli imprenditori (26%) non è in grado di fare previsioni. Sono questi gli elementi principali emersi da un’indagine di Panel Data (www.paneldata.it), l’Istituto di Sondaggi di Padova, su un campione di 800 imprese italiane.


La patrimonializzazione. Le aziende italiane sono state spesso criticate per essere “sotto-capitalizzate”, ovvero di non avere una buona dotazione patrimoniale che ne aumenti il valore. Dall’indagine emerge come, malgrado la crisi, non siano poche le aziende italiane che invece hanno investito nell’azienda patrimonializzandola: dal 2008, il 16%. A percepire in misura maggiore l’esigenza di patrimonializzare sono le imprese del manifatturiero (18%%) e quelle dei servizi (17%). Al contrario, solo il 14% degli imprenditori edili, i più colpiti dalla crisi economica, ha aumentato il capitale dell’azienda con mezzi propri. Le imprese che hanno patrimonializzato hanno puntato principalmente sul finanziamento dei soci (44%), mentre il versamento in conto capitale e l’aumento del capitale sociale rappresentano rispettivamente il 29% ed il 27%. Le motivazioni date alla “non patrimonializzazione” sono da ricercarsi non solo in una mancanza di necessità (76%), ma anche da problemi di liquidità (19%). Meno del 5% degli intervistati indica invece i motivi fiscali.

Crisi ed erosione del patrimonio personale. Quasi il 40% degli imprenditori ha dovuto utilizzare i propri mezzi per far fronte alla crisi economica. In particolare sono stati gli imprenditori edili ad “investire” in misura maggiore i loro capitali personali (47%), subito seguiti dalle imprese manifatturiere (43%), mentre hanno messo meno mano al portafoglio personale gli imprenditori che si occupano di servizi (30%). Non sorprende il fatto che il ritardo dei pagamenti e la contrazione del volume d’affari siano tra i motivi principali per l’impiego di risorse proprie, preoccupa invece che un imprenditore su quattro abbia utilizzato risorse personali per evitare la chiusura dell’azienda. Nel 65% dei casi i capitali investiti erano in forma di risorse liquide, ma non mancano imprenditori che hanno dovuto vendere immobili (14%) o altri beni personali (15%). L’investimento è stato moderato per il 48% degli imprenditori che ha eroso meno del 10% del loro patrimonio, più esoso per il 31% che ha impiegato oltre il 20% delle proprie risorse personali.

Crisi e previsione di erosione del patrimonio personale. L’attuale congiuntura economica rende incerte anche le previsione nel breve periodo degli imprenditori. Se il 14% delle aziende interpellate ha già messo in preventivo di dover utilizzare il proprio patrimonio, una buona parte (26%) non è in grado di fare una previsione. “A percepire una situazione di maggiore incertezza” sottolinea Chiara Tronchin, coordinatrice della ricerca “sono sempre gli imprenditori dell’edilizia, infatti quasi il 35% degli intervistati non riesce a fare una previsione sull’utilizzo o meno delle loro risorse personali per l’azienda nel prossimo futuro”. Chi si occupa di servizi è più ottimista, infatti, oltre il 60% non prevede di utilizzare i propri capitali. Situazione più critica per le aziende del manifatturiero, che prevedono di ricorrerano al capitale personale dell’imprenditore nel 15% dei casi.

 
 
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