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lunedì 27 settembre 2021
 
 

Gli schiavi, oggi

18/10/2013  Caritas italiana e Coordinamento nazionale delle Comunità di accoglienza raccontano lo sfruttamento delle "risorse umane"

In occasione dell'VIII Giornata europea contro la tratta sono tante le organizzazioni che scendono in campo per far sentire la loro voce. Tra queste, Caritas italiana e Coordinamento nazionale della Comunità di accoglienza che in collaborazione con il Gruppo Abele e l'associazione On the road hanno presentato i risultati di "Punto e a capo. 1° rapporto di ricerca sulla tratta e il grave sfruttamento". Si tratta di un'indagine quali-quantitativa che ricostruisce l'evoluzione del fenomeno della tratta di persone, così come si è sviluppato in Italia dalla fine degli anni Novanta a oggi, analizzando il funzionamento del sistema di protezione sociale rivolto alle vittime. Il tutto grazie a un osservatorio privilegiato come quello degli operatori e delle operatrici che vivono quotidianamente le conseguenze dirette e indirette di un "mercato" florido come pochi. Le testimonianze raccolte dalle unità di strada, i centri d'ascolto, gli sportelli, le strutture di accoglienza, i servizi di inclusione lavorativa danno uno spaccato agghiacciante del fenomeno della tratta. 

La prostituzione forzata in strada rimane la prima e più evidente tipologia di sfruttamento ma la crisi e l'aggravarsi di determinati contesti sociali hanno portato a una molteplicità di nuove forme, prima soltanto accennate. È il caso, ad esempio, del traffico nell'ambito economico-produttivo, dove la richiesta di mano d'opera a basso costo ha spinto oltre la legalità molte aziende agricole, edili, manifatturiere, legate alla pastorizia e la lavoro di cura. Ma c'è di più: negli ultimi anni sono state registrate non solo nuove forme di tratta finalizzate all'accattonaggio forzato e ad altre attività illegali coercitive ma anche casi di vittime soggette a sfruttamento multiplo.

Secondo quanto stabilito dall'Organizzazione internazionale del lavoro si stima che siano oltre 12 milioni le persone sottoposte a sfruttamento lavorativo, sessuale e schiavitù nei cinque continenti. L'80% delle vittime è costituito da donne e ragazze, in più del 50% dei casi minorenni. In Italia è stato possibile finora lavorare sui dati ufficiali, cioè quelli riguardanti le vittime di tratta identificate e assistite dai progetti di protezione sciale: dal 1999 al 2012 sono stati finanziati dal Dipartimento per le pari opportunità e da enti locali oltre 800 progetti che hanno permesso di raggiungere quasi 70mila persone cui è stata offerta ogni genere di assistenza (psicologica, legale, socio-sanitaria). Quelle che hanno accettato di entrare in programmi specifici sono state circa 25mila usufruendo della possibilità di ottenere un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari di sei mesi rinnovabile fino a 18 mesi e convertibile, in possesso dei requisiti necessari, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio o altro.

Come si evince dai dati del Ministero dell’Interno, nel 2012, il maggior numero di permessi ex art.18 per motivi sessuali è stato rilasciato nella regione Emilia Romagna (70) ed in particolare nella provincia di Modena (24). Diversamente i permessi a seguito di sfruttamento lavorativo risultano essere stati rilasciati solo da tre regioni che sono nell’ordine Puglia (70), Campania (7) ed Emilia Romagna (3). Circa le nazionalità di appartenenza delle vittime si registra un trend ormai noto che vede la Nigeria destinataria del maggior numero di permessi di soggiorno ex art.18 (245) per sfruttamento sessuale, seguita dal Marocco (35) e dalla Cina (22). I pochi permessi rilasciati per sfruttamento lavorativo evidenziano invece un primato del Senegal (38) e del Ghana (27). In generale si tratta di numeri contenuti e poco chiarificatori rispetto al fenomeno. Ad esempio la Romania è una delle nazionalità più coinvolte nello sfruttamento sessuale ma non risulta dalla rilevazione dei permessi ex art.18 in quanto si tratta di un paese comunitario.

Il dettaglio dei principali fattori che spingono le persone a migrare e, in alcuni casi, a cadere vittime della tratta, dei luoghi e dei settori dello sfruttamento, del profilo delle vittime e dei clienti è riassunto nella scheda allegata.

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