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lunedì 27 maggio 2024
 
L'ANNUNCIO
 

Gmg 2027: a Seul pensando a Pyongyang e a Pechino

06/08/2023  Dopo il Giubileo dei giovani (Roma, dal 28 luglio al 3 agosto 2025), la Giornata mondiale della gioventù torna in Asia (era già stata organizzata nelle Filippine, a Manila, nel gennaio 1995). La gioia degli oltre 1.100 giovani coreani presenti a Lisbona. Le prime reazioni di sacerdoti e vescovi. Come s’inquadra la scelta nella geopolitica della fede

La prossima Giornata mondiale della gioventù (Gmg), prevista nel 2027 dopo  il raduno internazionale previsto durante il Giubileo del 2025 (dal 28 luglio al 3 agosto, per la precisione), sarà in Corea del Sud. La gioia, l'entusiasmo, la fraternità tra tanti giovani del mondo, in compagnia di Cristo Gesù, la respireranno i giovani coreani che, con tutta la compagine ecclesiale, esultano per la meta a lungo sognata e ora raggiunta. Per la storia dell'evento, si tratta della  seconda volta in un Paese asiatico, dopo la Gmg celebrata a Manila, nelle Filippine, nel gennaio 1995.

L'annuncio, dato oggi da papa Francesco,  ha suscitato incredibile tripudio nella delegazione coreana a Lisbona, un nutrito drappello di oltre 1.100 giovani, accompagnati da sacerdoti, religiosi e ben dieci vescovi coreani, incluso l'arcivescovo di Seoul, Peter Soon-taick Chung, e il cardinale Andrew Soo-jung Yeom, arcivescovo emerito di Seoul. Con loro c'era il cardinale coreano Lazzaro Heung-sik You, Prefetto del Dicastero per il clero, silenzioso artefice di questo traguardo che - come sottolinea nell'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana - “avrà come centro Seoul, la nostra capitale, ma coinvolgerà tutta la Chiesa coreana, in un impegno collettivo e trasversale alle diverse diocesi, ognuna delle quali sarà chiamata a offrire un proprio peculiare contributo”.

Ne sono convinti i pellegrini che dall'arcidiocesi di Seoul sono approdati a Lisbona, oltre 150 giovani guidati da monsignor Timothy Gyoung-chon Yu, vicario episcopale per la pastorale giovanile a Seoul. I partecipanti hanno pregato con intensità prima e durante il pellegrinaggio. “La Gmg non è solo un viaggio, ma un'occasione per ascoltare e incontrare Dio. Ci sono stati molti doni di Dio durante il pellegrinaggio”, ha riferito Timothy Yu, accogliendo con gioia la notizia della designazione di Seoul come sede delle prossima kermesse. “Durante il raduno - ha ricordato - i giovani incontrano situazioni scomode, come il caldo, la fatica, la sete e la fame, ma vivono ogni momento insieme, con altri pellegrini, pregando, con spirito di fraternità e gratitudine. Dio si è fatto presente. E si farà presente anche nel futuro incontro in Corea, un grande dono per i giovani coreani e per tutti i giovani asiatici".

La candidatura della Corea del Sud per ospitare l'evento giovanile internazionale con il Papa viene da lontano e già durante il viaggio in Corea di Francesco, nel 2014, fu accennata questa possibilità. La nomina di Lazzaro You nella curia romana, il suo stretto rapporto con Papa Francesco da un lato; dall'altro il desiderio e l'impegno di monsignor  Peter soon-taick Chung, chiamato nel 2021 a guidare l'arcidiocesi di Seoul, un pastore che presta grande attenzione verso tutto ciò che si muove intorno al mondo giovanile coreano, hanno contribuito a realizzare il progetto.

L'arcivescovo Chung - che si è fatto simbolicamente accompagnare dai giovani l’8 dicembre 2021 nel suo ingresso nella cattedrale di Myeongdong - nell'autunno scorso ha presentato pubblicamente la candidatura di Seoul, esprimendo l'intenzione di rilanciare la pastorale giovanile nella Chiesa coreana: ricordando il richiamo che la cultura giovanile coreana – ad esempio con il K-pop - esercita oggi sulle nuove generazioni di tutto il mondo, ha riferito l'urgenza  di farla incontrare con i valori del Vangelo.

La preparazione alla Gmg, allora, potrà essere un cammino pluriennale per riunire i giovani intorno a un progetto, rendendoli autentici protagonisti. L'evento, ha sottolineato l'arcivescovo, ha la forza di mettere in moto un processo e diventa "occasione missionaria per condividere il messaggio di Cristo nella nostra società".

A livello sociologico, gli esperti rimarcano che - nonostante una società con un'età media ancora piuttosto bassa, come accade anche in altre nazioni asiatiche -  il numero dei giovani in Corea registra un trend calante mentre, a livello culturale, “l'ansia da prestazione” li trascina nel vortice della competizione per aggiudicarsi un posto nelle migliori università, un onere che coinvolge, schiaccia e a volte deprime le nuove generazioni. Che hanno bisogno di ritrovare una bussola, una speranza.

In questa cornice, la Gmg in Corea può essere, allora una spinta per la pastorale giovanile: ne è convinto il cardinale Lazzao You che, da abile e discreto tessitore, ha sondato  i dicasteri della curia romana e lo stesso Papa Francesco per perorare la causa coreana. Il suo interessamento con il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita – organizzatore pratico delle Gmg - ha prodotto la missione esplorativa del cardinale Kevin Farrell nel marzo scorso in Corea. Era necessario verificare le proposte della Chiesa locale, le strutture, i luoghi, le possibilità, le risorse. Quella missione ha dato  esito positivo e così Papa Francesco è stato ben felice riportare la Gmg in Oriente.

Con un desiderio sempre presente nella comunità coreana, quanto nella Santa Sede: vivere un'esperienza di prossimità verso i giovani della Cina popolare, che potranno vedere “da vicino” un evento ecclesiale internazionale e prendervi parte numerosi; mandare, d'altro canto, un messaggio di pace, solidarietà e riconciliazione ai giovani (e ai governanti) della Corea del Nord, oltre un confine invalicabile che ancora oggi ricorda plasticamente barriere, divisioni e conflitti che attraversano il mondo ma anche il cuore dell'uomo.

 

 

 
 
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