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sabato 28 maggio 2022
 
 

Gmg: il "cafezinho" nella favela

25/07/2013  "Avrei voluto bussare a ogni porta, dire buongiorno, parlare con ciascuno", dice il Papa nella favela di Varginha. E la gente esplode di entusiasmo.

Rio de Janeiro

La favela é una grande pozzanghera. L´acqua scende giú abbondante in queste strade senza asfalto. Soldati con il fucile in braccio, polizia in tenuta antisommossa, agenti dei corpi speciali appostati sui tetti. I cavi della corrente eléttrica sparicono tra la melma. Ma é festa, nonostante tutto, a Varginha, complesso di Manguinhos, a Nord di Rio de Janeiro. Arriva il Papa. Lo aspettano giá dalle prime ore della mattina, prima ancora che il sole abbia finito di sorgere. E il Papa non li delude. “Avrei voluto bussare a ogni porta, dire “buongiorno”, chiedere un bicchiere di acqua fresca, prendere un “cafezinho” - caffé, non alcol, ha precisato a braccio -, parlare come ad amici di casa, ascoltare il cuore di ciascuno, dei genitori, dei figli, dei nonni...”, dice Francesco. “Ma il Brasile é così grande! E non è possibile bussare a tutte le porte! Allora ho scelto di venire qui, di fare visita alla vostra Comunità che oggi rappresenta tutti i rioni del Brasile”.

Lo ascoltano e lo applaudono. Una famiglia argentina sventola lo striscione “Papa de los villeros”. Hanno viaggiato 50 ore da Buenos Aires per incontrare il Papa in favela, un posto tanto símile alle loro case. Il Papa insiste sulla solidarietá, incoraggia gli sforzi che la societá brasiliana sta facendo per integrare tutte le parti del suo corpo, anche le più sofferenti e bisognose, attraverso la lotta contro la fame e la miseria. Nessuno sforzo di “pacificazione” sarà duraturo, non ci saranno armonia e felicità per una società che ignora, che mette ai margini e che abbandona nella periferia una parte di se stessa. Una società così semplicemente impoverisce se stessa, anzi perde qualcosa di essenziale per se stessa. Ricordiamolo sempre: solo quando si è capaci di condividere ci si arricchisce veramente; tutto ciò che si condivide si moltiplica”. Sull´accoglienza il Papa há insistito: “è importante saper accogliere; è ancora più bello di qualsiasi abbellimento o decorazione. Lo dico perché quando siamo generosi nell’accogliere una persona e condividiamo qualcosa con lei - un po’ di cibo, un posto nella nostra casa, il nostro tempo - non solo non rimaniamo più poveri, ma ci arricchiamo. So bene che quando qualcuno che ha bisogno di mangiare bussa alla vostra porta, voi trovate sempre un modo di condividere il cibo; come dice il proverbio, si può sempre “aggiungere più acqua ai fagioli”!

 
 
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