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lunedì 11 novembre 2019
 
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Il Papa: «Vorrei stare vicino a ogni bimbo malato»

29/07/2016  Francesco visita l’ospedale pediatrico di Cracovia, abbraccia i piccoli pazienti e si commuove: «Vorrei poter stare un po’ vicino a ogni bambino malato, accanto al suo letto, abbracciarli ad uno ad uno, ascoltare anche solo un momento ciascuno di voi e insieme fare silenzio di fronte alle domande per le quali non ci sono risposte immediate. E pregare»

Cracovia, Polonia
Dal nostro inviato

È l’eccellenza pediatrica polacca, l’ospedale universitario Prokocim come il Bambino Gesù, l’ospedale del Papa a Roma. Il primo reparto è stato costituito nel 1835, ampliato nel 1864 e divenuto ospedale pediatrico nel 1876. È stato il terzo al mondo in quell’epoca dopo Firenze  nel1802  e Vienna  nel 1850 ad avere la cattedra universitaria di pediatria. Anche Karol Wojtyla lo visitò. Oggi l’ospedale è un centro di cura di riferimento per i pazienti più gravi provenienti da tutta la Polonia, sostenuto in origine dal denaro dei polacchi d’America. Dalla metà degli anni Settanta  e fino al 1996 l’ampliamento e la fornitura di strumenti diagnostici e di cura è stata finanziate con contributi pubblici degli Stati Uniti e poi da fondi privati per costruire nuovi laboratori, un centro di riabilitazione e una residenza per i genitori dei bambini ricoverati. Vi sono programmi di scambio e  collaborazione con consulenti provenienti dagli Stati Uniti. Sono state inoltre finanziate borse di studio per medici polacchi, infermieri, personale di laboratorio nelle principali istituzioni sanitarie pediatriche americane e vengono organizzati  corsi post-laurea per i quali arrivano a Cracovia medici da tutto il Paese.  

Papa Francesco, accolto dal primo ministro della Polonia, signora Beata Szydlo, ha abbracciato i bambini e ha spiegato in un breve discorso che ciò che si fa qui «è segno della vera civiltà, umana e cristiana». E ha  aggiunto: «Vorrei poter stare un po’ vicino a ogni bambino malato, accanto al suo letto, abbracciarli ad uno ad uno, ascoltare anche solo un momento ciascuno di voi e insieme fare silenzio di fronte alle domande per le quali non ci sono risposte immediate. E pregare». Ha di nuovo denunciato la «cultura dello scarto»,le cui vittime sono «proprio le persone più deboli e più fragili». Invece una vera cultura dell’accoglienza mette «al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate».
Bergoglio ha anche sottolineato che occorre aiutare le famiglie che a volte sono «lasciate sole» nel farsi carico dei piccoli malati: «Moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza». Infine ha ringraziato i medici e gli infermieri che «hanno fatto dell’invito evangelico a visitare gli infermi una personale scelta di vita».

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