logo san paolo
lunedì 29 novembre 2021
 
birmania nel caos
 

Golpe a Myanmar, in cella Aung San Suu Ky

01/02/2021  I militari hanno preso il potere dopo aver denunciato brogli nelle elezioni legislative dello scorso novembre vinte dal partito legato alla leader birmana, vincitrice del Nobel per la pace nel 1991.

I militari hanno preso il potere a Myanmar, la nazione del Sudest asiatico già nota come Birmania, confinante con India, Bangladesh, Cina, Laos e Thailandia.

L’annuncio del colpo di stato  è arrivato dalla televisione pubblica.I militari prendono il controllo totale del paese e per Aung San Suu Kyi (premio Nobel per la pace nel 1991 e leader di fatto di Myanmar), si riaprono le porte del carcere. Insieme a lei sono detenuti numerosi altri esponenti del governo. La presidenza ad interim è stata assunta dal generale Myint Swe, ma adesso il vero uomo forte di Myanmar è il generale Min Aung Hlaing, capo dell’esercito.

I soldati controllano le strade principali della capitale Naypyidaw. Le comunicazioni via internet e telefono sono difficili. Nelle strade per ora regna la calma, ma si sono formate code per ritirare contante dagli sportelli automatici delle banche, che hanno temporaneamente sospeso i servizi finanziari.

I militari sono entrati in azione a poche ore dall’apertura della sessione inaugurale del Parlamento, la prima dopo le elezioni legislative dello scorso novembre vinte in modo schiacciante (83 per cento dei consensi) dalla Lega Nazionale per la Democrazia (LND) di Aung San Suu Kyi.

I militari (che in questi anni hanno sempre controllato i ministeri chiave) denunciavano da diverse settimane frodi durante le elezioni. Con il pretesto della pandemia di coronavirus, le elezioni "non sono state né libere né eque", aveva assicurato in conferenza stampa la scorsa settimana il portavoce dell'esercito, il maggiore generale Zaw Min Tun.I militari affermano di aver identificato milioni di casi di frode, tra cui migliaia di centenari o minori che risulterebbero tra i votanti.

Le elezioni di novembre erano le seconde che si svolgevano a Myanmar dopo la fine del ventennale regime militare che aveva ceduto i poteri nel 2011. L’appoggio dei militari andava al Partito dell'Unione della Solidarietà e dello Sviluppo (USDP), braccio politico delle forze armate, che ha preso soltanto 33 seggi su 476.

Aung San Suu Kyi, 75 anni,  è stata imprigionata dalla giunta militare dal 1989 al 2010. Nel 2015 aveva vinto le prime elezioni libere dopo 25 anni e, con il nuovo successo alle urne si preparava a governare per un altro quinquennio. Aung San Suu Kyi resta molto amata a Myanmar, anche se in questi ultimi anni la sua immagine internazionale era stata decisamente appannata dal suo negazionismo nei confronti della spietata persecuzione della minoranza musulmana dei Rohingya. In queste ore Aung San Suu Kyi ha esortato il popolo birmano a "non accettare il colpo di Stato”.

Contro il colpo di stato sono arrivate le condanne delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti. Il Segretario di Stato, Antony Blinken, ha chiesto la liberazione dei leader politici arrestati. “Gli Stati Uniti”, ha aggiunto, “sono con il popolo birmano” e ha chiesto ai militari di fare “immediatamente” un passo indietro.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo