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mercoledì 08 dicembre 2021
 
APPELLO DEL PAPA
 

«Governi vi chiedo un atto di clemenza per i carcerati»

06/11/2016  L'appello del Papa all'Angelus. «Desidero ribadire l'importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società». Bergoglio ha parlato anche di ambiente, clima e di santità, ricordano i 38 martiri albanesi proclamati beati.

Indulto, amnistia: papa Francesco non indica soluzioni tecnico-giuridiche. Punta dritto al cuore del problema. Scandendo bene le parole: «Sottopongo alla considerazione delle competenti autorità civili di ogni Paese la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento». Torna a parlare di colpa, di pena, di prigioni e di riscatto sociale, Jorge Mario Bergoglio dopo averne già a lungo ragionato nell'omelia, durante la Messa per il Giubileo dei carcerati.  «Vorrei rivolgere un appello in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri in tutto il mondo», dice, «affinché sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti. Inoltre, desidero ribadire l’importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società».

Jorge Mario Bergoglio ha anche parlato di ambiente e di santità, intesa come fedeltà a Cristo fino alla morte. «Due giorni fa è entrato in vigore l’Accordo di Parigi sul clima del pianeta», ha detto Francesco. «Questo importante passo avanti dimostra che l’umanità ha la capacità di collaborare per la salvaguardia del creato, per porre l’economia al servizio delle persone e per costruire la pace e la giustizia. Domani, poi, comincerà a Marrakech, in Marocco, la nuova sessione della Conferenza sul clima, finalizzata, tra l’altro, all’attuazione di tale Accordo. Auspico che tutto questo processo sia guidato dalla coscienza della nostra responsabilità per la cura della casa comune».

«Ieri a Scutari, in Albania, sono stati proclamati beati trentotto martiri: due vescovi, numerosi sacerdoti e religiosi, un seminarista e alcuni laici, vittime della durissima persecuzione del regime ateo che dominò a lungo in quel Paese nel secolo scorso», ha infine concluso il Papa. «Essi preferirono subire il carcere, le torture e infine la morte, pur di rimanere fedeli a Cristo e alla Chiesa. Il loro esempio ci aiuti a trovare nel Signore la forza che sostiene nei momenti di difficoltà e che ispira atteggiamenti di bontà, di perdono e di pace».

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